Caffè Creolo + Illgresi (Sigur Ros)

[Consiglio di ascoltare la canzone mentre leggete il testo.]

Solitarie risplendono le rosse

luci sui palazzi, che ricordano

al cielo di non caderci sopra.

I vetri delle finestre scintillano

un’ultima luce, la stessa che

permane nelle mie parole.

.

Dialetti diversi inciampano

nei miei timpani sghembi che

cercano solo di ascoltare

queste complesse voci erranti

d’un mondo troppo, troppo spesso

abbandonato al suo inane silenzio.

.

In mente, quegli occhi neri,

chicchi di caffè creolo e nefasto,

che raccontano pur calandosi

dietro sottane color tradizione.

Ci dicono, timidi, “anch’io esisto,

bianco fratello venuto dal mare”.

.

Immagini che, tra la polvere,

si stampano nel fondo del misero

animo umano, più intensamente

di foto impresse nella rete d’etere,

e che non hanno pretesa alcuna,

se non l’ingenua domanda: “perché?”.

.

10/02/’10

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