Lo Stagno dell’Anima + (Musik)

[Suggerisco al lettore di ascoltare ogni canzone dopo la lettura del capoverso. CNL]

A volte il silenzio diventa come un masso che continuamente segue a cadere dentro lo stagno dell’anima.

Cosa vuol dire quello che ho scritto in realtà? Sono sicuro che esista sul serio il silenzio? Ebbene non ne sono affatto sicuro, anzi di più, il silenzio nella condizione umana non esiste, neanche nell’universo infinito, dove, se si potesse ascoltare bene, si sentirebbe l’eco dell’espansione dello stesso. Forse solo per i morti esiste finalmente il silenzio, ma lì già non conta più. Se prestassimo più attenzione potremmo sentire come minimo il rumore del nostro cuore, un rumore meccanico ma costante. L’unica compagnia di un bimbo quando attende di venire al mondo. Possiamo sentire il rumore dei nostri pensieri, belli o brutti non importa, conta solo averne, produrne, e, se si diventasse bravi ascoltatori, spesso ci si accorgerebbe che in realtà sono urla, grida terribili, che provengono da noi stessi, da quelle regioni che abbiamo paura di scoprire. E poi c’è sempre la musica, quella buona, quella amica.

Motion picture soundtrack – Radiohead

Un masso può essere un peso sufficiente ad uccidere, ma al contempo non è nulla a confronto di quello delle montagne, di un pianeta, di una responsabilità, ed anche di una singola vita, per breve che sia. Un masso è facilmente sollevabile con una leva, secondo Archimede, il mondo potrebbe essere sollevato. Un masso è un insieme di piccoli sassolini, se lo si riesce a vedere da un giusto punto di vista. Eppoi quanto è grande quel sasso che cade nello stagno dell’anima? Potrebbe essere anche un semplice sassolino che crea solo piccole onde in superficie, anche se, come dice Rodari, non è sempre così semplice. Quel che qui ci interessa sottolineare è, però, che un masso o un sasso, può avere anche una dimensione molto piccola e dunque essere facilmente bloccato in una mano. Credo dipenda solo da quanta forza si possiede nelle braccia del proprio spirito.

Follow the map – Mono

Continuamente…dobbiamo ancora dire qualcosa sul tempo? C’è ancora davvero qualcosa che non è stato detto su questa misura totalmente relativa e convenzionale? Ci sono il kronos ed il kairos, il tempo “tempo del mezzo” e il “tempo giusto o di Dio”. Nella lotta tra il tempo quantitativo e quello qualitativo, secondo il mito greco, ovviamente aveva la meglio sempre il primo. E cos’è il tempo del masso che cade nello stagno dell’anima se non il tempo qualitativo, personale, “giusto”? Quel tempo che è definibile solo tramite la parola, ma che una volta definito per questo muore? Dovremmo tacere, basta, solo tacere e sentire. Quel tempo prendere piano piano ad esistere, ad esistere dentro di noi, a poco a poco, a sincretizzarsi con il nostro spirito, la nostra anima, a muoversi all’unisono la nostra vita stessa, e, così, sempre a poco a poco, senza che noi ce ne accorgessimo, non farebbe altro che scomparire assieme alle onde.

Ni batteri – Sigur Ros

E neanche la caduta, nei meandri del nostro spirito ha poi così senso, non trovate? Cadere da dove, cadere perché, cadere fin dove? La gravità, che sia forza di gravità o gravità intesa come grado, in uno spazio finito ma al contempo relativo, soggettivo, cosa comporta? A chi importa? Cadere verso un fondo che in realtà non esiste può arrecare davvero alcun danno? Siamo sul serio di fronte ad azione e reazione? La caduta nei meandri dello spirito non ha spazio, né luogo e ancor meno tempo. La caduta in realtà non è altro che una sospensione di movimento, un’interruzione indefinita ed indefinibile di tempo, che si manifesta in un non-luogo, per qualche motivo che, davvero, non è importante. Nell’animo tutto segue a scorre immoto come sempre, ed il moto volontario non vi può esistere, perde di senso, di valore, di essenza, di portata, di gravità.

The motion makes me last – Eluvium

E quale ruolo ha in tutto questo lo stagno? Già sappiamo che un luogo od un fondo all’interno dell’anima non può essere. Non può, dunque, avere profondità né estensione. Certo non può essere pieno di piante, alghe, esseri anfibi, pesci o piccoli insetti sulla superficie. E quell’acqua da dove proviene? Dobbiamo credere che, come il corpo, anche l’anima sia composta del 65% di acqua? Lo stagno dell’anima non è altro che quel non-luogo dove ogni impressione si va ad immergere. Ma in quanto non-luogo non può essere apparentemente modificato e, parlando di impressioni, entità del tutto effimere, non può essere intaccato. Inoltre, in quanto parte dell’animo, immergervi qualcosa può, senza dubbio, essere paragonato ad aggiungere un granello di sabbia ad un deserto.

Ocean breathes salty – Modest Mouse

Ed infine non resta che parlare dell’anima. In realtà c’è molto, molto poco da dire. L’anima è come il tempo, se se ne parla d’improvviso scompare. L’Anima è come un masso, dobbiamo portarcela dietro senza mai riuscire a capire quale peso abbia. L’anima non ha un tempo, ma per questo non significa che duri oltre la morte, significa solo che c’è, esiste, dal primo all’ultimo momento, semplicemente, più semplicemente di quanto mai sapremmo accettare. L’anima, se davvero volessimo con tutte le forze capire, sentire cos’è, sarebbe una continua, lenta, dolce, infinita, profonda caduta dentro noi stessi. L’Anima, infatti, è quel non-luogo dove è molto difficile nuotare, ed estremamente facile annegare, proprio come in uno stagno. L’anima, a ben pensarci, è l’unico posto umano dove è possibile ascoltare il vero ed unico silenzio, è l’assoluto non-luogo silenzioso esistente.

A tutti noi, anime più o meno in pena, non resta che procedere a piccoli passi…

Small steps – Saxon Shore

23/03/’10

Chiappanuvoli


Il vero Amore per l’Italia

Chiedo scusa in anticipo se le parole che seguiranno esulano dagli argomenti soliti di questo blog, viaggi, L’Aquila e letteratura in generale, ma quello che sto per scrivere risponde ad una impellenza più profonda e più fondamentale. È compito dei giornalisti, dei critici e anche degli artisti, in alcuni momenti storici delicati, esprimere il proprio pensiero, il proprio sindacabile giudizio, ed io, presuntuosamente, decido di mettermi tra gli artisti, anticipando una fama ancora lontana e troppo difficile da venire.

Oggi a Roma si è svolta la manifestazione del partito di Governo, del partito del presunto 70% delle preferenze. Il Premier Silvio Berlusconi, nel suo discorso, ha duramente attaccato la sinistra di giocare sporco e di utilizzare le inchieste giudiziarie per fare opposizione politica, la magistratura di svolgere attività politica per di più schierandosi all’estrema sinistra, comunisti, toghe rosse li ha definiti, i giornalisti, se ancora ne restano in televisione, di infangare il suo nome, di dire menzogne sul suo conto. Inoltre il Premier ha esaltato il valore della libertà come parte integrante del suo portato politico, ha ricordato i miracoli realizzati in questi anni, da L’Aquila all’immondizia di Napoli. Tutti questi discorsi si sono condensati in uno slogan, che da qualche tempo, è presente nelle manifestazioni di questa destra: “L’Amore vince sempre sull’odio”. Erano un milione ha decantato Berlusconi.

Ora, non ho competenze per criticare l’operato della magistratura. Non ero a Roma a contare ogni persona presente. Ho vissuto, però, il miracolo aquilano sulla mia pelle. Credo di sapere cos’è la libertà e se c’è qualcosa che non deve essere calpestano e strumentalizzato in alcun modo è l’Amore. Voglio, infine, scrivere cosa è in realtà la politica nel nostro Paese, che sia di destra o di sinistra.

L’Aquila. I fatti di questo Governo del Fare sono lì a parlare da soli e a denunciare un comportamento da gestapo durante la fase di emergenza. Invito tutti ad andare a vedere con i propri occhi. Il malcontento mio e dei miei concittadini urla vendetta. Le falsità sui numeri e i silenzi sulle responsabilità dei torti subiti sono spine conficcate nel fegato. La costruzione delle New Town affidate a imprese colluse con la Mafia dimostrano la collusione dello Stato Italiano con il cancro del nostro Paese. La costruzione ferma. Su questi argomenti non c’è nessuna dichiarazione del Premier, silenzio è collusione. Bisogna purtroppo prendere atto del fatto che la Stato Italiano è la Mafia, e la Mafia si realizza tramite lo Stato Italiano. Sono eccessivo e diffamatorio? In nome dell’arte posso esserlo, che mi si dimostri il contrario invece!

La Libertà. In più punti della Costituzione Italiana, che accetta la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, è citato il concetto di libertà, di autonomia e di indipendenza. La stessa Costituzione che quest’uomo piccolo infanga, critica e vuole cambiare ogni giorno. Il suo Popolo della Libertà è un conglomerato di gente che viene pagata per scendere in piazza. È un popolo in preda a continue pressioni violente e di bassa lega, un popolo preso per lo stomaco e per le sue profonde paure, non per alti principi o idee come si vorrebbe far credere. Questa non è libertà, ma manipolazione psicologica. La nuova politica italiana della seconda Repubblica, rimpasto della prima, non è altro che sapiente marketing e strategia dello shock, innestate su paure umane. Un reality delle emozioni che falsifica la realtà di tutti i giorni. L’ipocrisia dell’assurdo.

L’Amore. L’ipocrisia più alta strumentalizzando il valore, il sentimento più bello. Il Governo del Fare violenza violenta, stupra il sentimento umano più importante e più profondo, l’ultimo appiglio di umanità che resta al cittadino italiano. Gli attacchi continui, il turpiloquio, la violenza non solo verbale, diventano gesti giustificati di fronte un male che viene da fuori, da sinistra. Non è nulla di nuovo. In America, qualche decennio fa, la condotta politica era la stessa. Antropologicamente questo comportamento è più che scontato, serve un nemico al potere per trovare giustificazione, un nemico forte, cattivo, perfido, per giunta, i comunisti, con tutto che si siamo estinti da tempo. Il regime fascista aveva i suoi nemici, poveri africani o giornalisti e politici di opposizione, francesi, inglesi, chi più ne ha più ne metta. Sono meccanismi banali, che dovrebbero esulare dalla politica. Ma è il nostro mondo, il nostro pensiero che è deviato in principio. Chi sa più cos’è la politica? L’arte antica di governare la società civile. Cosa c’è di “artistico” in tutto questo, quali sono i benefici della società? Parlare di amore significa mascherare, celare, falsificare un clima di odio perpetrato dalla stessa destra per ottenere il controllo sugli stomachi della gente. Il popolo va preso per “fame” e non per idee. L’Amore è violentato. E la colpa, la principale colpa è nostra, di tutti noi, di ogni singolo essere umano italiano. Abbiamo scelto di spegnere il cervello, di imbigottirci, di diventare un popolo di ignoranti. Il motto è diventato: “Sta bene Rocco, sta bene tutta la rocca!”. L’Amore è quello del Grande Fratello, di Maria De Filippi, delle telenovelas. La colpa è di ognuno di voi. Ed io, artista da quattro soldi, artista solo per me stesso, non esisterò più, non avrò più remore, non ho paura di definirvi “bastardi del genere umano”, “lontano ricordo dell’essere umano”. Attenzione, me compreso, che non è solo una giustificazione. Me compreso perché queste parole dovevano essere vomitate molto prima. Ho la stessa responsabilità di ognuno nel tacere uno stato dei fatti misero e degradato. Io sono un bastardo come ognuno di voi.

Volete la verità? La verità sullo stato dei fatti in Italia? Volete la lettura di ciò che esiste realmente? Eccola, da presuntuoso ve la porgo, decido di espormi.

Lo stato di potere che si condensa dietro i partiti politici non è altro che la manifestazione di specifici interessi economici. Non è una novità, ma va sempre ricordato. E quali sono gli interessi economici italiani? Che querele contro me piovano copiose! La destra e Berlusconi sono la manifestazione del potere imprenditoriale non solo del nord, ma anche del sud. Nulla di male se non fosse che ogni legge a difesa del Premier difende tutta la categoria dei criminali fiscali e ambientali del nostro Paese, vedi Tanzi e Cragnotti, per citarne solo due. L’oppio dei popoli è diventato la TV e le squadre di calcio. Dietro Berlusconi c’è l’industrie delle armi, una delle principali del mondo. Dietro Berlusconi ci sono gli imprenditori del cemento, quelli degli ecomostri, quelli di una Milano 2 senza ricostruzione storica sulla provenienza dei fondi. Dietro Berlusconi c’è la P2, c’è il “Piano di Rinascita Democratica”, che vi invito a leggere. E dietro Berlusconi c’è la Mafia, la ‘Ndrangheta, la Camorra. Esagerazioni? Le voglio chiamare elucubrazioni di un folle, sì, sono folle! Sono solo un folle visionario impazzito! Dico sciocchezze e non sono perseguibile. Basta vedere e mettere insieme tutte le incriminazioni per concussione mafiosa negli ultimi 50 anni. Il potere politico è sostenuto dal potere mafioso, da sempre, dalla nascita della Repubblica Italiana.

La destra, i cattivi? No. Desidero concludere citando in giudizio anche la Sinistra. Perché la Sinistra non vale più nulla? Perché non è più portatrice di interessi economici forti, come quelli che aveva prima della caduta del muro di Berlino, e che adesso, con i vari Prodi e Bersani, non riesce più trovare. La crisi della sinistra è una crisi economica, niente di più. Valori, ideali, tutte cazzate! La sinistra è colpevole come ogni esponente di destra, pretende di star al passo con i tempi senza i background economico necessario.

La politica in Italia è diventato questo, specchio per le allodole di interessi economici. Però è questa la politica in ogni Nazione del mondo, si dirà. Il male vero  dell’Italia è che non c’è più la correlazione tra gli interessi economici ed i bisogni dei cittadini, il futuro dello Stato, la parte sana della politica. Per nostra ignoranza, mia e di ogni cittadino, dei giornalisti, di tutti gli artisti, il predominio degli interessi è diventato l’unico motore del sistema stato. Eccolo il fantasma che si cita ma che non si denuncia con forza, l’Italia è una dittatura economica. Dobbiamo prenderne atto. Berlusconi è solo il pagliaccio che distrae l’attenzione, mentre l’evitabile è in atto.

Mi assumo ogni responsabilità, tutte quante, ma soprattutto quella di lottare per il mio Stato, per la mia libertà, per il mio Amore e per il mio futuro. Che mi si denunci pure, ora, io non ho paura, io sono libero.

20/03/2010

Giocare (Explosions in the Sky – Day Six)

Il difficile di ogni gioco è sapersi assumere le proprie responsabilità. Alcuna vittoria, alcuna sconfitta ha il benché minimo valore. Le regole si decidono sempre strada facendo. Io ho tutte le responsabilità impresse a fuoco sul petto, bruciano ma ricordano. Io ho tutte le colpe di questo dannato gioco. Il tabellone dei punti segna giustamente zero. Tra i giocatori infatti sono degnamente il peggiore. Che non capisca le regole?

Eppure ero simpatico, gentile, determinato e disponibile. Eppure ero partito così bene, credo. EHEHEH… Credo proprio di no. Iniziai inventando un nuovo gioco, tutto mio. Ero una caccola e già avevo pretese d’invenzione. Amavo con forza, più del necessario, odiavo sempre poco, non lo ritenevo necessario. Soffrivo come un cane, mi prendevano anche in giro per questo. Apprensione stimolavo negli altri, pena forse, tanta tenerezza. Cambierai, mi ripetevano, smetterai di fare il tuo gioco e inizierai anche tu a giocare con noi. Imparerai, dovrai solo sbatterci un po’ la testa.

Oggi ho la testa incalcagnita dalle migliaia di botte prese, date a volte. Il dolore è solo un lontano ricordo. Poi ho le mie pasticche che mi rendo ebete e insensibile, inoltre, dimentico presto ogni cosa. Ho imparato le prime regole del vostro gioco, ma non riesco a ricordarle tutte. Sudo, m’impegno, ma non c’è nulla da fare. Ricordo tuttavia appena anche le regole del mio gioco, permangono solo pochissime tracce. Se potessi spegnere il cervello però, so che la memoria del mio stomaco e del mio cuore mi indicherebbe la strada che dovrei percorre. Permangono tracce, tracce di un gioco che ormai mi pare senza senso. Per quale motivo continuare a giocare se non v’è nessuno con cui lottare, gareggiare, soffrire, condividere e perdere anche? Che senso ha, inoltre, continuare a dar retta alle regole di quel bambino dagli occhi tristi? Che senso ha giocare al gioco del sognare?

Come la ripresa di una telecamera torno col pensiero ad ora, al sangue che ho in corpo in questo istante, e vedo l’immagine che si allontana di quel bambino che mi sta a guardare. Fermo, tra legna e calcinacci, una faccia buffa e lo sguardo da uomo, una tuta strappata, dei riccioli marroni scuri. Da lì lui mi sta a guardare, mi allontano e mi sta a guardare. Impassibile, lui resta lì, lui che sa cosa deve fare, sa a quale gioco vuole giocare.

Non c’è troppo altro da dire, io sono solo un giocatore sospeso tra due giochi che non sa più giocare. Resto ad osservare, anche se so, presto ci sarà un’importante scelta da fare: tra un gioco che non voglio e non so giocare e un bimbo da cui ho ancora tanto, troppo da imparare, o forse solo ricordare.

18/03/’10

Formicola Budella Vuote (The Veils – Vicious Traditions)

Dei cani mi formicolano sull’occhio sinistro,

tutti mi ripetono di essere eccessivamente

critico e autoreferenziale, io, dal canto mio,

preferisco essere eccessivamente e basta.

Mi si contorcono le budella, vispe, giocando

col mio colon, sembra d’avere un sorcio che

mi corrode da dentro. Sempre più spesso mi ripetete

che sono un viscido. Ma chi è, allora, quel roditore?

Percepire i rumori del cuore s’è fatto arduo,

pare che la stanza sia completamente vuota,

che le emozioni echeggino vane. Di dove viene,

allora, questo ciarlare se, come dite, non son io

–                                                                capace d’amare?

18/03/’10

[I’d pull my weight if it made any difference

he gave his life for the nine million others
but on his graves written here lies Joseph
his countrys gun and innocent soldier

fight your way out of this one

he grew a blood red vision for all their good intentions
he made an easy million from a foreign investment
he danced with the devils in beautiful buildings
affirmative action for a useful reunion

hed change his name if it made any difference
now hes waiting in line for the lasting confession
but on his graves written here lies our son Joseph
his countrys gun and innocent soldier

well fight your way out of this one
fight your way out of this one]

The Veils

All I Need – Radiohead

All I Need

Sono l’atto seguente
Che aspetta dietro le quinte
Sono un animale
Chiuso nella tua macchina parcheggiata
Sono le vacanze
Che tu decidi di ignorare

Tu sei tutto quello di cui ho bisogno
Tu sei tutto quello di cui ho bisogno
Sono al centro della tua immagine
Disteso tra le foglie

Sono una farfalla notturna
Che vuole soltanto condividere la tua luce
Sono solo un insetto
Che tenta di venir fuori dalla notte

Rimango fedele solo a te
Perchè non c’è nessun altro

Tu sei tutto quello di cui ho bisogno
Tu sei tutto quello di cui ho bisogno
Sono al centro della tua immagine
Disteso tra le foglie

è tutto sbagliato
è tutto giusto
è tutto sbagliato

Nuoto indoor nella stazione spaziale (Eluvium – video)

prima di leggere si consiglia di avviare il video

Eluvium – “Indoor swimming at the space station”

Venti da nubi frusciano alle orecchie mie

tasti bianchi e neri pigiati su archi di mare.

Nascondo bene il solito freddo del cuore

tra denti e anime sparse e parole moleste

e lunghi silenzi e trasparenti occhi e te.

Gioco a nascondermi, che nessuno mi veda,

torno bambino e per nonna è pronta la cena.

Rimango in silenzio tra i rami di rovi,

verde speranza come il verde quietanza:

estinguere ogni debito, pur consci del rischio

–                                                               di marcir da soli,

o seguitare nascosti, condannandosi comunque

–                                                                      ad esistere soli?

Cala la luce e uno schizzo ne resta sui monti,

col gelo e la fame presto avrò da fare i conti.

Tu, piccolo bimbo, disegna beato su nuovi sfondi,

nasconditi nel seno e che il latte sempre abbondi,

ma sappi che un giorno, poi non tanto lontano,

quella stessa domanda ti ritroverai nella mano:

“estinguere ogni debito, pur consci del rischio

–                                                               di marcir da soli,

o seguitare nascosti, condannandosi comunque

–                                                                      ad esistere soli?”

La luna ed il sole, come la metti metti,

dentro la clessidra, son solo i granetti.

17/03/2010