Vagli a spiegare del 6 Aprile

Vaglielo a spiegare che non siamo più gli stessi di prima! Per quanto ci si sforzi di ignorare, per quanto ci si sforzi di tornare a vivere, a scherzare, a bersi una birretta a Viale della Croce Rossa, non siamo più gli stessi di prima. Vaglielo a spiegare che la tua visione della vita non è più come la loro visione della vita. Vagli a spiegare che la nostra scala dei valori si è rivoluzionata! Vaglielo a spiegare che tu hai tremato con la terra e con essa ha tremato tutta la tua esistenza e con essa tutto ciò che credevi reale! Vaglielo a spiegare che non ci sono state tappe intermedie, che non hai avuto tempo di capire, di metabolizzare, come può un medico o un becchino. Tu la morte te la sei ritrovata dentro casa, l’hai respirata con la polvere e col sangue nel tuo letto. Vaglielo a spiegare che le cazzate che ti dicono già non hanno più effetto su di te, che ti scivolano addosso, come il tuo dolore scivola addosso ai politici! Vaglielo a spiegare cosa significa ritrovarsi con 309 fratelli in meno. Vagli a spiegare che significa averne 69691 in più! Vagli a spiegare che significa ritrovarsi senza una casa, un tetto, senza una città, una storia ed un futuro! Vaglielo a spiegare che significa essere Aquilano oggi, spiegagli che significa essere Aquilano il 6 Aprile!

Le persone restano mute, è un silenzio terribile, insopportabile per loro, ma necessario per noi. Agli altri possiamo raccontare, ma non riusciremo mai fargli capire cosa è stato il 6 aprile. Il silenzio è tutto ciò che realmente possiamo dargli, tutto ciò che resta di quella notte, di quel boato. Il silenzio, ancora, è quello che ci ha rivelato chi siamo.

L’ultimo pensiero è per chi non c’è più, un pensiero per coloro che ci hanno lasciato quella notte e nel corso di questo anno.

Auguri, fratelli.

6 Aprile 2010

Chiappanuvoli

PS

Inserite tra i commenti altre cose che non si possono spiegare. Grazie.

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111 risposte a “Vagli a spiegare del 6 Aprile

  1. vaglielo a spiegare cosa significa non avere più un “dove” per incontrarsi, anche per caso, come succedeva spesso nella nostra città
    vagliela a spiegare la rabbia che provi per 308 vite perse per non procurare un fantomatico allarme pubblico (che a casa mia invece si chiama prevenzione)
    vagliela a spiegare la paura di andare a dormire e sussultare a ogni minimo spostamento d’aria

  2. vaglielo a spiegare che non abbiamo più i nostri luoghi e le nostre vite. Vaglielo a spiegare l’emozione di stanotte in quella piazza che un anno fa ci faceva sentire soli perchè ci sentivamo traditi dalla nostra città e dalle nostre case che credevamo sicure. vaglielo a spiegare che il terremoto si è portato via parenti, amici, conoscenti e il senso di impotenza ci ha pervasi. Vaglielo a spiegare che si è portato via la mente e le memorie delle persone più anziane che non hanno più i loro punti di riferimento. Vaglielo a spiegare che ancora in tanti sobbalziamo al minimo rumore provati da mesi e mesi e da una notte che ci resterà impressa nell’anima.

  3. Vaglielo a spiegare lo schifo per chi a pochi minuti dalla tragedia gia’ speculava sul terremoto e sulla morte di 308 persone; vaglielo a spiegare perche’ con l’ ultima forte scossa non si sono presi dei provvedimenti che avrebbero potuto salvare molte persone; vaglielo a spiegare ai genitori dei studenti morti sotto la casa dello studente che non vedranno piu’ il sorriso dei loro figli. Che pena pensare a tutto cio’ e ancora di piu’

  4. Vaglielo a spiegare come lo ha vissuto un’aquilana che lavora al Nord da 15 anni e che quella notte non era lì…..

    • grazie a Beatrice che ha espresso ciò che ho provato io quella stessa notte , io aquilana che vive a Roma e che se4ntito il terremoto, lievemente nel mio letto, ho subito tremato per L’Aquila, i miei cari e tutti ma proprio tutti gli aquilani. oggi non posso proprio più sentire le cazzate che ci raccontano.
      Auguri a L’Aquila e a tutti gli aquilani

      • Anche io vivo a Roma da tanti anni e quella notte ho sentito le urla della gente mentre ero al telefono con mio fratello! Vaglieli a spiegare i sensi di colpa per non essere lì con la mia gente!!

  5. Vaglielo a spiegare quanto sia incomprensibile la spaccatura nei destini delle vite spezzate quella notte. Quei sorrisi che non sorrideranno più se non nei ricordi dei loro cari trasformandosi in lame taglienti per i loro cuori, quegli occhi aperti di speranza per il futuro di quei bimbi che tante volte ho visto giocare al parco sotto casa e che non vedranno più, quella pacata tranquillità di quegli anziani che trascorrevano il loro ultimo tratto di vita in una quotidianità forse a volte monotona, ma viva, che ora non respira più.
    Vaglielo a spiegare come ci si sente quando da un anno intero la frase che ripeti più spesso è “tutto questo è surreale” tanto pare assurdo.
    Vaglielo a spiegare quanto sia difficile per chi ha perso i suoi cari come si trova il coraggio di sopravvire al dolore struggente delle macerie della propria anima.
    Vaglielo a spiegare perché a fronte di tutto ciò il bisogno più grande sia quello di restare in silenzio perché nessuna parola, anche se gridata a gran voce, espimerà mai la disperazione dei nostri cuori.
    Vaglielo a spiegare lo sguardo al cielo per quei 308 palloncini che volano tra le nuvole che non avresti mai voluto vedere.

  6. Vaglielo a spiegare, a chi non è Aquilano come me, che gli hanno raccontato un sacco di balle, e che ancora lo stanno facendo!
    E anche quando glielo avrai spiegato per bene, difficilmente potrà o vorrà capire!

  7. …vagli a spiegare che significa telefonare tante e tante volte ad un’amica, sentire una voce registrata e scoprire il giorno dopo che quel cellulare è andato distrutto sotto le macerie di una casa che si è sgretolata in quattro secondi portandosi con sè anche lei, i suoi 33 anni, i suoi sogni, le sue risate, i suoi sorrisi e la sua voglia di vivere intensamente….

    complimenti per il blog……by ex vicina di casa dei tuoi nonni…
    cioè, abbiamo giocato tante volte insieme a via roma 🙂

    • Grazie per i complimenti, Antonella, ti mando un grande abbraccio a te e alla tua famiglia.
      Grazie anche e soprattutto per aver condiviso un dolore, un vissuto così difficile. Grazie infinite.

  8. grazie a te e alle tue parole, fragilità, sogni ….

    sono contenta averti ritrovato in questo modo e qui!!

    un salutone a tua sorella,

    tuo padre lo vedo spesso, e tua madre….bhe siamo amiche su FB …non volevo crederci!! 🙂

    un abbraccio,
    anto

  9. vagli a spiegare che nonostante l’assenza di un centro storico, di posti dove incontrarsi, nonostante la mancanza di lavoro, di una casa, nonostante le macerie che sono ancora in ogni angolo, nonostante passi le giornate a girare(in tutti i sensi) a vuoto con la macchina, nonostante il silenzio imbarazzante e significante che cala con il sole, nonostante la polvere e il paesaggio deserto che vedi affacciandoti dalla finestra della tua nuova c.a.s.a, nonostante questo e di piu, non c’è nessun altro posto dove vorresti essere in questo momento.

  10. Prova a spiegare le infinite ore e giorni passati dentro una tenda blu…umida e fredda….e che ora il campeggio estivo è una passeggiata!..prova a spiegare a chi ti dice…ma dovete accontentarvi!Prova a spiegare…..quanto non si può dire, perchè soltanto il silenzio e il suo “assordante” lamento sanno quanto dolore c’è dentro di noi, persi nel nostro nulla di macerie!! Vagli a spiegare al politico di turno che invece della passerella…..è necessario darci una mano concreta per risollevare il capo!

  11. vagli a spiegare che a volte non riusciamo a spiegarlo nemmeno a noi stessi, qualcuno finge di pensare che é cosí perche é cosi che deve essere, qualcuno non finge, qualcuno preferisce non pensare

  12. Vagli a spiegare cosa significhi entrare a casa propria di nascosto, come un ladro, perché è ancora inagibile. Lo fai perché c’è sempre qualcosa che non hai preso ma soprattutto perché ti piace fare finta di essere tornato indietro, visto che avanti non riesci ad andare. Vagli a spiegare com’è guardarla da fuori casa tua, che magari troppo male non sta, e che basterebbe iniziare, lavorare e rientrare. Invece è lì davanti a te; ferma, fredda, bloccata per chissà quale motivo. Vaglielo a spiegare che ti fa piacere che la gente si interessi a te ma che quando la vedi fotografare le macerie faresti volentieri a meno della sua solidarietà. Vagli a spiegare cosa si provi a vivere una parentesi aperta nella tua vita il 6 aprile 2009 ma che non sai se si chiuderà mai.

  13. Vaglielo a spiegare a quei giornalisti che arrivano sorridenti e ti fanno sempre le solite 10 domande e, appena vai fuori tema, tagliano e ti fanno passare per un piagnone… Grazie Alessandro!

  14. Grazie Ale… mi hai fatto piangere.
    Vaglielo a spiegare che i nostri piccoli sono cresciuti durante una notte e che ancora oggi portano le cicatrici addosso.

  15. Vaglielo a spiegare che significa svegliarsi nella notte buia e non capire più nulla, ritrovarsi al freddo, in mezzo alla strada e pensare disperatamente che devono stare tutti bene, che non può essere successo niente che vada oltre la propria immaginazione pre sisma, che e’ un’immaginazione di vita.
    Vaglielo a spiegare quando invece dopo poche ore capisci che nulla di quello che c”era prima s’è salvato, che si sente odore di morte, che il tuo amico non c’è più, anche se tu sei viva. Che lui faceva e voleva fare le stesse cose per cui tu eri venuta all’Aquila, che voleva vivere e studiare, che voleva diventare un professore d’italiano ed è stato schiacciato dalla casa che fino al giorno prima gli sembrava la sua isola felice, universitaria e spensierata di sempre.
    “Perchè lui e non io?”: vaglielo a spiegare che questa domanda ti tormenta la vita, che vita non è, nella città che più ti ha ferita e da cui non riesci a staccarti come un coltello che è entrato troppo dentro nel fianco e non riesce ad uscire.

  16. Vaglielo a spiegare cosa prova un’aquilana che da 30 anni non vive più lì e che ogni volta che vi torna le si apre uno squarcio nel cuore!!!

  17. vaglielo a spiegare che dopo 3 anni la nostra amministrazione non riesce a indire una giornata di 24 di lutto cittadino con chiusura totale di uffici e negozi, perchè questo è un giorno della memoria e non un giorno come un’altro

  18. Vagli a spiegare che devi raccontare ad un bimbo di tre anni perchè la sua casa si “è rotta” e adesso stiamo in un posto che non è casa, anche se lui ha conosciuto solo quella, vagli a spiegare che hai il terrore che tua figlia cresca dentro il centro commerciale a far non si sa cosa.
    Vagli a spiegare che hai provato a rimboccarti le maniche e ri-partire da zero, ma non hai cavato un ragno dal buco e che ti senti a volte come se avessi mille anni e fossi destinata a stare ferma sempre così, perchè in fondo in fondo “immota manet”

  19. Vaglielo a spiegare cosa abbiamo visto negli occhi dei nostri figli, quella notte e le notti dopo…quando si svegliavano urlando, ti stringevano la mano facendoti quasi male, quando ti chiedevano dove fossero gli altri membri della famiglia, temendo che qualcuno potesse rispondere: non ci sono più…

  20. Vaglielo a spiegare che quando arrivi a sera stanco, dopo una lunga giornata di lavoro non c’è più la strada di casa e per un attimo ti fermi, sei perso, di nuovo. Vaglielo a spiegare che quando sei felice, tanto felice, e vuoi solo tornare a casa a raccontarlo alla tua famiglia, per festeggiare con loro, non c’è più la strada di casa. @>-

  21. Grazie, davvero. Non sono troppo il tipo, ma mi avete fatto commuovere.
    Quello che avete scritto è un materiale importante. Prezioso.
    È mia intenzione diffonderlo, come ancora non lo so.

  22. vaglielo a spiegare che cosa significa avere dei bambini che non vanno a dormire senza di te e che tu e tuo marito dormite in due letti matrimoniali separati perchè ognuno deve “abbracciare” un figlio per farlo addormentare. vaglielo a spiegare che cosa significa piangere in macchina per non farsi vedere da loro

  23. Vaglielo a spiegare che ogni volta che torni a L’Aquila la trovi sempre più sola e abbandonata e che tu ,per esserle vicino ogni domenica vai alla chiesa delle Anime Sante per rivedere qualche amico.

  24. Vai a spiegare, soprattutto a chi vive e lavora fuori, cosa significhi voler tornare a passeggiare nella propria città, vedere conservate e preservate le tradizioni, prendersi una pizza in centro il Sabato sera, andare a vedere la partita con gli amici al bar. Vai a spiegare a chi cerca comunque di farlo, cosa significhi riuscirci in un periodo di crisi economica e con la benzina e l’autostrada alle stelle. Vai a spiegare agli studenti di fuori, che erano in affitto quella notte, che hanno visto morire i propri amici, che per poco non ci rimanevano pure loro, cosa significhi non essere riconosciuti “nel cratere”. E infine vai a spiegare, a chi ha vissuto per un anno e mezzo in un CASE, stringendo relazioni con i vicini, ma ha visto morire in breve tempo tre familiari, cosa significhi vedersi recapitare dopo meno di una settimana dalla morte dell’ultimo familiare una lettera dalla Finanza che imponeva di cambiare casa, in quanto ora è diventata troppo grande… Vaglielo a spiegare…

  25. Solo chi ha provato sulla propria pelle una esperienza del genere può comprendere il malessere che è dentro di noi e che ci porteremo a vita.
    All’inizio cercavo di far comprendere, a tutti coloro che chiedevano notizie, il nostro disagio, il male che si prova a perdere la propria città, gli amici, la semplice “normalità” di tutti i giorni che prima del sisma portava spesso ad annoiarci….poi ho capito che è impossibile ed ho smesso!
    Oggi, pensare alla vita normale di una volta mi rende triste, quindi cerco di non pensarci lavorando e impegnadomi ogni giorno al fine di dare il mio piccolo contributo per ricostruire questa bellissima città.
    Sono certo che i bambini di oggi (tra qualche anno adulti) potranno godere del nostro lungo lavoro per far tornare L’Aquila come prima e con qualche cosa in più che la renderà sicuramente più appetibile ai giovani universitari.

    Un abbraccio a tutti…

  26. io sono di quelli che per quanto si sforzi … non riuscirà mai a capire …
    perchè se non sei lì … hai voglia a dire ti capisco …
    ho amici lì … vi abbraccio tutti … e mi unisco al silenzio che mi compete

  27. Provarvi a spiegare quanto sono preziose le vostre parole. Provarvi a spiegare quanto ancora è forte il nostro animo. Provarvi a spiegare quanto mi senta, ora, meno solo. Provarvi a spiegare…qualcosa che, spiegato, diventa banale.
    Provarvi a spiegare che quello che leggo e che provo a rimandarvi indietro è amore fraterno.

  28. Vaglielo a spiegare….non sono dell’Aquila e non posso capire, ma vi sono vicina comunque. Per il vostro dolore, che poteva essere quello di un qualsiasi altro Italiano, e per la vostra forza, incommensurabile. Ho un’amica dell’Aquila e anche lei ha smesso di spiegare, a parole. Ma i suoi occhi parlano molto di più. Per questo vi scrivo. Perchè non sono dell’Aquila, ma siete miei fratelli. Il 6 aprile sarò con voi, una in più.

  29. vaglielo a spiegare a quel mio vecchio amico che mi diceva sempre che lui di terremoti metaforici ne aveva avuti tanti, troppi! vaglielo a spiegare! grazie Alessa’

  30. vaglielo a spiegare quando dovunque sei ti sembra un incubo e ti sveglierai e tutto sarà come prima. quando il mondo intorno è normale e tu ti senti un pesce fuor d’acqua e farti capire è difficilissimo…….esiliati….. deportati

  31. Vaglielo a spiegare che quando guardi fuori la finestra ti senti ospite di un posto che non ti appartiene!vaglielo a spiegare che il domani è soltanto un’illusione perchè il presente è fermo a quel 6 Aprile!Vaglielo a spiegare che vorresti andare via ma, che invece continuiamo ad andare avanti con la speranza di pote riavere la possibilità di percorrere quelle strade oggi ancora sbarrate.Vaglielo a spiegare lo smarrimento di quella notte………mentre altri ridevano!!

  32. vaglielo a spiegare che il 6 Aprile è ancora oggi,perchè quì è tuuto fermo aquella maledetta data!:vaglielo a spiegare che quando guardi fuori della finestra ti senti ospite di un luogo che non ti appartiene!Vaglielo a spiegare..che quando tuo figlio ti chiede ;ma quando torniamo a casa?……non hai risposte da dare perchè neanche tu sai quando accadrà!Vaglielo a spiegare ..il vuoto che si ha dentro…….e il boato che ancora abbiamo nelle orecchie!!1

  33. Tutto quello che è venuto dopo… Ritrovarsi nei luoghi distrutti del tuo passato, come un fantasma tra le rovine di una città antica.

  34. vaglielo a spiegare che non sai come spiegare a tua figlia che la vita di prima non c’è più e che tornare,per lei,sarà solo un altro trasloco e non necessariamente per stare meglio!

  35. MICHELANGELO

    vagli a spiegare che la bestia non ha distrutto solo le nostre case, ma la nostra identità! Vagli a spiegare che dove prima passavi (nei vicoli), felice con il passeggino con il bambino e con il cagnolino, adesso passi solo e dove puoi, con lo sguardo dritto per non vedere intorno a te, andandoci per rabbia e perchè non puoi lasciare la tua città sola!!

  36. Vaglielo a spiegare che oltre i 309 morti e i tanti feriti di quella notte buia di tre anni fa…ancora oggi quel brutto ricordo miete vittime silenziose…e lo vedi negli occhi della tua sorellina che non ti dice nulla ma vive nella depressione e tu puoi solo stare in silenzio ad osservare…vaglielo a spiegare che…nel nostro cuore e nella nostra mente nulla tornerà come prima…mai!

  37. Vaglelo a spegare che era un anno che vivevi a Barcellona e alle 4 di mattina ti chiama tuo fratello piangendo dicendoti semplicemente che qui é caduto tutto e a Carla dovranno tagliare una gambe e che .. tu..tu..tu non cé piű linea, non si puó telefonare e tu non hai internet in casa e che a quellora di mattino non cé un cazzo di posto aperto per poterti collegare ma sei comunque sceso in pigiama per strada alle 4.00 di notte perché devi trovare un modo, deve esserci un modo per poter chiamarli… Vaglelo a spiegare cosa significa aspettare altre quattro ore prima di sapere se tua madre é viva… Vaglielo a spiegare che sono passati tre anni e ancora ti senti in colpa per non essere stato con loro quella notte…

  38. Vaglielo a spiegare della paura che ti pervade ogni notte che ti rimetti nel tuo letto consapevole del fatto che la tua vita è appesa ad un sottilissimo filo..

    LORO non potranno mai capire quanto CI ha cambiati..

    p.c.

  39. Vaglielo a spiegare che abbiamo fatto centomila vasche sotto i portici e gli appostamenti ai quattro cantoni, che abbiamo pomiciato la prima volta alle scale del vicolo e fumato la prima sigaretta alle panchine di Piazza Palazzo, che quando facevamo festa a scuola passavamo tutta la mattinata alle macchinette del Tropical, che ci ritornavamo il pomerriggio per il caffè, la sera per l’aperitivo e la sera tardi ci tornavamo ancora prima di andare al Mythos, vaglielo a spiegare che il No End era talmente piccolo ma talmente pieno che ballavamo sui tavoli, che quando ha aperto il Magoo ci sembrava così grande che… eppure siamo riusciti a riempire pure quello, che alla fine per entrare dovevi fare la fila fuori mezz’ora!! Vaglielo a spiegare che abbiamo preso tutti la patente da Livio, che se ti sedevi al primo posto alla teoria te le suggeriva tutte lui e che all’esame di guida ti facevano sempre fa la discesa delle 99 cannelle…Vaglielo a spiegare che la scuola da noi finiva ad aprile e che a maggio eravamo già tutti belli abbronzati pure se stiamo in montagna perchè invece di andare a scuola l’ultimo mese lo passavamo tutti al Parco del Sole,,,Vaglielo a spiegare che quando passavi a via Cavour sentivi perfino il suono dei violini del Conservatorio e quasi quasi sentivi pure l’odore della mortadella di Ciriaco.. Vaglielo a spiegare che mentre facevamo tutte queste cose ci sembrava tutto normale, che abbiamo pensato che i nostri figli, vent’anni dopo in fondo avrebbero fatto le stesse cose negli stessi posti… Vaglielo a spiegare che non sarà così, che non faranno queste cose, che non le faranno in quei posti…vaglielo a spiegare che non avranno un’adolescenza come la nostra, che non avranno posti dove depositare i propri sogni, dove nascondere le proprie insicurezza, dove nascondersi semplicemente quando non vorranno essere trovati….quei muri appoggiati ai quali noi ci siamo baciati in piedi convinti e certi che ci avrebbero sorretti per sempre alla fine invece sono crollati e noi che allora ci siamo sentivamo onnipotenti ed eterni ora siamo fragili e doloranti…

  40. …vaglielo a spiegare che significa essere lontani, non aver vissuto quella notte, ma essere svegliati da una telefonata..mettere giu’ e pensare solo per un INTERMINABILE MINUTO…’sono solo al mondo, non ho piu’ nessuno’, vagliela a spiegare la paura di fare quella telefonata temendo che dall’altra parte non ci sia nessuno a risponderti…..

  41. Vaglielo a spiegare al friulano che disse che dovevamo rimboccarci le maniche che la nostra città è chiusa, occupata e presidiata militarmente e interdetta anche e soprattutto a quegli aquilani che le maniche se le sarebbero rimboccate molto volentieri e che eranvamo pronti a ricostruircela anche con le nostre poche forxe. ATTENZIONE CHE LE MANICHE NON CE LE RIMBOCCHIAMO PER MEGLIO MENAR LE MANI!

  42. Vaglielo a spiegare che ogni volta che ti vai a coricare la notte, prima di prendere sonno ti viene la tachicardia perchè ti tornano in mente le mura che tremato ed il boato assordante che hai vissuto…………..e pensi, pensi a chi hai perso quella notte, pensi che forse è meglio non chiudere a chiave la porta d’ingresso, non si sa mai, rischiando che gli sciacalli che hanno invaso L’Aquila possano entrare in casa la notte. Vaglielo a spiegare che ogni volta che senti parlare della tua città in TV ti viene un nodo in gola e sai che tu soffri mentre il resto d’Italia, che pure soffre per il momento di crisi generale, non ti capisce e pensa che adesso basta parlare di L’Aquila, perchè non conosce la situazione. Vaglielo a spiegare che i tuoi figli hanno perso anni preziosi, che non torneranno mai più, per vivere la loro adolescenza in armonia con i loro coetanei perchè non hanno avuto luoghi per viverla. Vaglielo a spiegare che non tutti gli aquilani sono disonesti e che per colpa di alcuni di loro, che hanno infangato la dignità di tutti, ora siamo tutti “piagnetari”. Vaglielo a spiegare che ogni volta che devi fissare un ricordo c’è un ante ed un post sisma, come se avessimo vissuto una vita prima e ne stiamo vivendo un’altra ora. Vaglielo a spiegare ai tuoi concittadini che ora ci sono le elezioni e basta cercare i voti perchè quello è un tuo amico o è il figlio di tuo cugino, ecc., e che ora c’è bisogno di qualcuno capace, veramente capace di sbrogliare la matassa e non di scaldare la poltrona. Io ci provo a spiegarlo.

  43. Vaglielo a spiegare come cambiano gli occhi di un bambino quando ti racconta di quella notte. Ma soprattutto vagli a spiegare cosa significa camminare per strada, quella strada fatta talmente tante volte in compagnia sua che lo senti ancora accanto, ti giri per guardarlo ma lui non c’è più. Non era nella casa dello studente, non è stato trattato come caso mediatico, ma anche lui aveva sogni, speranze e un futuro, anche lui era uno studente!

  44. Vagli a spiegare che anche chi non è Aquilano si è sentito e continua a sentirsi un po’ parte di questo immenso dolore.
    Non arrendetevi MAI. L’intero abruzzo, di sicuro, è con voi.

  45. vagli a spiegare che abbiamo paura, …..che continuiamo ad avere paura, ce l’abbiamo negli occhi, la portiamo dentro e non intende lasciarci…tutto ci spaventa, ogni piccolo rumore ci fa sobbalzare ed ogni mattina, ogni santa mattina, al risveglio persiamo “beh anche stanotte e’ andata…” e quanti di noi continuano a svegliarsi alle 3.32 ogni notte o quasi……vaglia a spiegare!!!!!!.

  46. Io nn sn dell’aquila ma sn abruzzese..quella notte l’ho vissuta ank’io..ero sveglia..sentirti impotente,vedere la tua casa tremare..e poi il niente sapere ke è l’aquila,pensare ai tuoi amici ke studiano li,a tua cugina..poi dopo mesi scoprire ke tua sorella si è fidanzata cn un aquilano doc..il famoso Ciriaco..lui vive costantemente quella notte anke se si è sposato e sta x diventare papà di notte ad ogni minimo movimento salta nel letto..vaglielo a spiegare a quelle persone ke ridevano della notte ke significa nn avere più niente…siamo sempre cn voi…

  47. mi dispiace per quella maledetta scossa di terremoto ma mi auguro che l’aquila torni a sorridere se mi dispiace per la casa dello studente e tutti i paesi dell’aquila un bacione a tutti

  48. Vaglielo a spiegare che l’ultimo ricordo che hai della tua città è un sabato pomeriggio ventoso che hai trascorso camminando lungo le vie del centro con gli sbandieratori in sottofondo.. che sei andata dal fotografo e, sì! voglio regalare una mia foto incorniciata al mio fidanzato… che sei andata ad aspettarlo sotto i portici, il vostro posto, dove quasi 4 anni prima vi siete dati il primo bacio!
    Vaglielo a spiegare che quella notte non riuscivi a prendere sonno e che appena hai acceso la luce per scendere al piano di sotto tutto ha cominciato a tremare, i muri si sono aperti, e tu hai visto tutto.. la luce è andata via ovunque intorno a te, tranne a casa tua.. ironia della sorte!
    Vaglielo a spiegare che ti hanno detto che uno dei tuoi amici non c’è più, ti allontani dalle tende blu che camminando ormai sono diventate puntini e piangi fino a non riuscire più a respirare.. un prete ti passa davanti e nemmeno ti guarda.. si ferma un mezzo dei Vigili del Fuoco che viene da chissà dove, uno di loro scende e ti viene incontro.. ti dice di farti forza e di andare avanti.. e che sicuramente il tuo amico non avrebbe mai voluto vederti così!
    Vaglielo a spiegare che dopo quella maledetta notte non hai più dormito per mesi, che il mal di testa ti lacerava le tempie tanto da non riuscire a chiudere gli occhi senza sobbalzare ad ogni minimo rumore, che hai dovuto prendere i tranquillanti, che con quelle maledette gocce EN sì, riuscivi a dormire, ma ti indebolivano tanto al punto da non riuscire a stare in piedi, a mangiare.. ed a tua madre che si preoccupava rispondevi che era colpa delle lavatrici che avevano montato al campo che, essendo vecchie, ti avevano allargato i jeans!
    Vaglielo a spiegare che quelle persone con cui eri cresciuta, che le credevi amiche, si sono dimostrate egoiste e meschine tanto quanto quelle persone che più di tanto non ti avevano mai calcolata (se non per favoritismi) ma che in fondo ci avevi sperato, per l’ennesima volta: abbiamo visto tutti la morte in faccia, saranno cambiati, ed invece eccoli là.. nemmeno un “come stai”! E meno male che dovevamo essere tutti una grande famiglia!
    Vaglielo a spiegare che hai passato mesi a fare traslochi, dalla tenda blu al camper bianco, dentro il quale in 4 persone non si può stare ed allora facendoti coraggio sei tornata a dormire da sola e vestita sul divano dentro la tua casa inagibile ( è quasi crollata ma no, non ha danni, è una B che scherzi, qua 4 iniezioni e si raggiusta!), con la paura che ti invadeva ad ogni scricchiolio per mesi, poi ti hanno concesso un anno e mezzo di residence e poi finalmente si decidono ad assegnarti un M.A.P. nel quale non puoi appendere quadri ecc. ecc. ..stupide ed inutili regole!
    Vaglielo a spiegare che la tua vita non è più la stessa e per te non ha più valore, chiedi aiuto ad una psicologa che ti dice di trovarti una valvola di sfogo, e che in fondo, un paio di guantoni ti hanno salvato la vita!
    Vaglielo a spiegare che tre anni dopo, guardando il portone del centro linguistico a Via Assergi, non puoi fare a meno di piangere leggendo gli orari delle lezioni che stavi seguendo noiosamente ogni giorno e che Dio, potessi rivivere anche uno solo di quei momenti! Quando sbadigliando rannicchiata in un angolo delle piccole aule facevi finta di ascoltare parole in un’altra lingua guardando fuori dalla finestra ed aspettando con ansia il momento della fine della lezione per riversarti lungo il Corso e fermarti ogni 2 metri per salutare gli amici di sempre!
    Vaglielo a spiegare che non sei più la stessa e che sei cambiata, che sei diventata più forte, che certa gente può piegarti quanto vuole ma non riuscirà mai a spezzarti, che nonostante il silenzio tombale della tua città ci speri davvero, che forse tra vent’anni potrai tornare sotto i portici con tuo marito ed i tuoi figli per darti un nuovo bacio, come se fosse stato il primo.

  49. vaglielo a spiegare che ciò che si sgretola non è un muro, un tetto o un qualunque edificio, ma la nostra infanzia, il nostro presente, troppe volte anche il nostro futuro.
    Vaglielo a spiegare che volevamo tornare lì come fosse la nostra itaca e invece è diventata la nostra atlantide…
    però alla fine di tutto vaglielo a spiegare che la voglia di riniziare non viene data dai politici l’, in mezzo alle macerie, belli puliti, ma da quei ragazzi volontari che, forse “si fumano una canna in compagnia” forse “si sballano il sabato sera”, ma che hanno le mani sporche di fango, tagliate dalle macerie, stanchi morti, ma che con un sorriso ti fanno stare bene…
    grazie raga’

  50. Vaglielo a spiegare che al solo pensiero ti trema l’anima. Vaglielo a spiegare quanto sia difficile tornare a vivere e non a sopravvivere. Vaglielo a spiegare che dopo tre anni hai ancora paura. Vaglielo a spiegare che cosa significa sentirsi vuoti. Vaglielo a spiegare che non si può spiegare proprio niente.

  51. Vagli a spiegare che la prima volta che hai visto L’Aquila (senza contare la dovuta visita al mammut da bambini) è stata quando sei partita per l’università, avevi 18 anni e ti rimase impressa via Roma che ti sembrava così stretta… Vagli a spiegare che la città ti ha accompagnato in anni bellissimi della tua vita, dove hai imparato a vivere da sola, dove hai conosciuto tantissima gente, dove non ti sei mai sentita in pericolo anche quando rientravi la notte da sola a casa e magari ti dovevi fare tutta via Francesco Paolo Tosti a piedi perchè tanto c’erano i cani del centro che ti scortavano ogni volta. Vagli a spiegare che dopo il terremoto sei riuscita a rimettere piede nel centro storico solo una volta e che alla vista delle transenne, delle chiavi appese e dello scorcio di via Roma ti sei vista crollare davanti agli occhi gli anni della tua spensieratezza e le lacrime non smettevano di scendere. Ogni angolo della città, dal centro storico a lago Sinizzo, ha con sè un ricordo ed io non riesco a vederla così.

  52. Entrando nella casa distrutta nella quale probabilmente la mia vecchia madre non rientrera’, ameno che viva fino a cento anni il mio cuore si e’ lesionato come le mura di quella casa che forse nemmeno io ne potro’ sentire il calore( di casa mia).Ciao Aly.

  53. … vaglielo a spiegare alla gente cosa significa perdere tutto in pochi lunghissimi maledetti secondi, perdere i parenti, gli amici, una città intera con il suo meraviglioso centro storico, le tue abitudini, le passeggiate sotto i portici, i vicoli e i loro profumi, gli odori della rosticceria di Stefania, dei dolci della pasticceria francese, dei caffè dei bar, dei polli arrostiti in piazza, dei panifici di Prata, di Placidi, dei crostini della Perla Nera. Vaglielo a spiegare cosa significa andare in ufficio a piedi e respirare l’aria pungente del mattino, perdere la sede del tuo ufficio con vista su piazza duomo e trovarsi in un capannone industriale adattato ad ufficio che però nonostante le migliorie apportate per tentare di trasformarlo, capannone nasce e capannone rimane. Vaglielo a spiegare che ora passi il tuo tempo libero incolonnato in strada con la macchina per raggiungere la tua c.a.s.a. rigorosamente in periferia. Vaglielo a spiegare cosa significa perdere l’ambiente che ti circondava con la sua viva quotidianità e trovarti catapultata in una zona industriale tra officine e revisioni per macchine, perdere la tua casa in pieno centro storico di 180 metri quadri e ritrovarsi in una stanza di albergo in appena 18 metri quadri! Vaglielo a spiegare cosa significa dopo 6 mesi trascorsi in questo modo ritrovarti emozionata ad abitare in una c.a.s.a. e addirittura commossa nello scoprire che dietro alla porta che apri non c’è solo il bagno ma anche un’altra stanza! Già… vaglielo a spiegare… ma spiegare gli ultimi tre anni della tua vita… a chi?

  54. Vaglielo a spiegre… che cos’è stato il 2009… Vaglielo a spiegare cosa sono stati quei 35 secondi… Vaglielo a spiegare perchè al solo ricordo iniziano a scendere delle lacrime sul viso…

  55. Vaglielo a spiegare a chi non e’ stato un universitario Aquilano, a chi non porta nel cuore il giovedì universitario… A chi non ha visto i San pietrini al sole bollente..chi non conosce i tetti innevati.. Chi non ha mai attraversato il centro a piedi per mangiare a casa delle amiche…chi non ha mai preso il caffè Speciale sotto i portici..a chi non e’ andato a studiare al parco del sole a primavera… Vaglielo a spiegare a chi non conosce il freddo pungente di gennaio..

    Vaglielo a spiegare a chi in quella notte a 60 km di distanza .. Ha cambiato la sua vita..
    Vaglielo a spiegare a chi non si commuove ad ascoltare ogni volta ‘domani’.. Vaglielo a spiegare a chi non si commuove ad ascoltare ogni volta ‘domani’..

  56. vaglielo a spiegare che tu hai dimenticato quasi tutto di quella notte, perchè ricordare è doloroso, ma che ad ogni rumore, il tuo cuore si ferma, come si è fermata la nostra vita,vaglielo a spiegare che la piazza era piena di persone, che intorno alle fontane, prendevano il sole ed erano felici delle poche cose che avevano, e adesso è vuota e silenziosa, vaglielo a spiegare che noi che siamo cresciuti all’Aquila non tornavamo a casa se prima non ci facevamo qualche “vasca ” sotto i portici e che la nostra “caciara” arrivava fino al cielo, ora c’è solo un silenzio che ci opprime. vaglielo a spiegare che ai nostri politici gli fa comodo avere la città in queste condizioni così possono lamentarsi e invece noi non possiamo più gridare il nostro dolore, perchè gli altri non vogliono più ascoltarci e si sono dimenticati di noi, vaglielo a spiegare che noi che siamo ritornati nelle nostre case, intorno abbiamo tutti edifici da abbattere e che stanno cadendo da soli e che se ci affacciamo alle finestre vediamo solo desolazione e silenzio. potrei scrivere all’infinito delle cose che non vanno ma per adesso cerchiamo in questa notte di dolore di pregare per chi non c’è più.

  57. Vagli a spiegare che da quel giorno le nostre lacrime hanno un sapore diverso…ma anche i nostri sorrisi sono cambiati…ce li godiamo di più…perchè, nonostante tutto, è sempre bello poter respirare ancora!!! 🙂

  58. Vaglielo a spiegare che da quel giorno mi porto addosso il peso di realizzare i sogni che condividevo con quei ragazzi, sogni che il terremoto ha infranto per sempre e che io, che, al loro posto, sono ancora viva, mi sento in dovere di realizzare anche e soprattutto per loro…vaglielo a spiegare come ci si sente quando l’insicurezza mi fa temere di non riuscire a portare a termine questo obiettivo, il senso di colpa…il pensiero che forse loro, al posto mio, ce l’avrebbero fatta…

  59. Vaglielo a spiegare cosa si prova oggi a percorrere il corso, i vincoli, almeno quelli aperti e non sentire più le mille parole che si sovrappongono, il profumo del pane appena sformato, del caffè, della cioccolata, della suisse…vaglielo a spiegare il senso d vuoto nell’essere circondata da un silenzio quasi assordante, vaglielo a spiegare quale sia la fatica nello sforzarsi di ripartire, di vivere senza quei punti di riferimento che scandivano la tua giornata, vaglielo a spiegare cosa significa perdere con pochi secondi quello per cui si è lottato una vita. Restano i ricordi, sotto quelle macerie, perchè in ogni angolo c’è qualcosa di te, il primo bacio e gli innumerevoli baci che si sono susseguiti, il primo incontro, lo sguardo che ti ha fatto innamorare, la prima partenza in macchina, dove credevi di schiantarti su un muro appena partita. gli amici, le risa, i pianti, le attese…Non siamo gli stessi, e chissà se mai lo saremo. perchè non ci è stato dato il tempo di capire, di abituarsi…anche se poi non credo che sia possibile farlo n ogni caso. Dislocati, confusi…ancora in cerca di appoggi stabili, di basi solide su cui ripartire. Con la speranza che le mille luci continuino a brillare, oggi e non solo oggi…e che la passione e l’identità che ricerchiamo possa essere uno stimolo e lottare, sempre

  60. Graffiante, Sincera, rappresntazione dello stato d’animo di una città. Grazie, complimenti e soliderietà. Tutti Voi avete un credito nei confronti di tutto il Paese e sopratutto verso la pessima classe politica che purtroppo ci affligge in questo paese.
    COMPLIMENTI PER LA VOSTRA FORZA E DELICATEZZA, COME IL PROVERBIO “FORTI E GENTILI”.
    Domenico Fabiani

  61. Vaglielo a spiegare che…Non si può spiegare!!! perchè il solo pensiero ti fa mancare il respiro,vaglielo a spiegare l’odore della polvere,la puzza del gas…le urla…i pianti…Il boato poco prima di ogni scossa…Vaglielo a spiegare quanto ami questa città, e quante cose faresti pur di non lasciarla…Vaglielo a spiegare il dolore che si prova ogni anno…Ogni notte tra il 5e il 6 aprile…Vaglielo a spiegare che anche se ora la vita è andata avanti…la tua testa è bloccata li…Rivivendo ogni singola cosa di quella notte…e sono cosi tante le lacrime che ti offuscano la vista che hai la sensazione di soffocare per il dolore…Vaglielo a spiegare che hai avuto il coraggio e la forza di rimettere piede in centro dopo un anno…Perchè vedere il centro cosi, è come una ferita che si laceranancor di più…
    Io credo che non si possano spiegare tutte queste cose…Ma è giusto che le persone lo sappiano!!!!!Ed è da tre anni che continuo a dire come stanno realmente le cose…a tutte quelle persone che con una domanda frivola ti chiedono ” Ehi allora che si dice all’AQ?”!!!

  62. Vagli a spiegare cosa significa essere a Roma ed avere tutta la propria famiglia a L’Aquila quella notte, e svegliarsi sentendo tuo padre che si dispera perchè di quattro fratelli ne ha sentita solo una e dei genitori non c’è traccia.
    Vagli a spiegare cosa significa correre ad accendere il televisore e vedere che quella città tua per metà ora non c’è più. Vagli a spiegare cosa significa pregare chiunque ti stia ascoltando che stiano tutti bene e aspettare, aspettare, aspettare per ore di avere notizie dei tuoi cari, mentre continui a sentirti in colpa per non averlo vissuto, per non aver potuto essere vicino alla tua famiglia, per non poterli raggiungere…
    Vagli a spiegare cosa significa sentirsi impotente davanti al dolore delle persone che ami e non poter far nulla per ridargli tutto quello che hanno perso.
    Vagli a spiegare cosa significa entrare in quello che rimane della casa dei tuoi nonni, dove tuo padre e i tuoi zii sono cresciuti, e vedere le vite e i ricordi tuoi e della tua famiglia spazzati via come se fosse esplosa una bomba.

  63. Pingback: Vagli a spiegare del 6 aprile « MOTASEMPER PRESS

  64. vagliela a spiegare la fragilità che ci è rimasta dentro. dopo quattro anni pensi di esserne forse fuori, e invece basta una fotografia o una parola o una qualsiasi ombra di quello che è stato per ritrovarsi con gli occhi lucidi.

  65. Vaglielo a spiegare che oltre ai muri, alle case, alle chiese, anche il tuo cuore è in frantumi. Vaglielo a spiegare quanto AMI questa città agonizzante che dalle finestre rotte ti chiede AIUTO e tu…..puoi solo stare a guardare senza poter rispondere al quel grido d’aiuto. Vaglielo a spiegare quanto è assordante il silenzio delle strade, dei vicoli, dei palazzi moribondi. No, non puoi spiegare nulla di tutto questo perchè il CUORE non parla e per lui sono le lacrime a parlare.

  66. Vaglielo a spiegare….ma tanto non capirebbero!lasciare i tuoi figli di 3 e 1 anno dai tuoi parenti a Bolzano e tornare giù nella tua città perché il titolare ascolano del negozio in cui lavori non vuole neanche aspettare i funerali per riaprire nel centro commerciale….e tu hai ancora nella mente il ricordo di quando hai pensato..”stiamo per morire”….e oggi ti ritrovi claustrofobica con le lacrime che scendono da sole quando senti che in qualche parte del mondo c è stato un violento terremoto….

  67. Vaglielo a spiegare che nonostante tutto non abbiamo smesso di volare nonostante le nostre ali siano state spezzate dalle urla e le lacrime di quella notte…

  68. Mentre leggo ho i brividi…vaglielo a spiegare che dal quel 29 maggio 2012 non siamo più gli stessi di prima. Un abbraccio da un’emiliana

  69. Vaglielo a spiegare cosa vuol dire ritrovarsi dalla notte al giorno senza una casa da condividere con i tuoi amici…che ormai dopo anni si sono trasformati in fratelli…. Vaglielo a spiegare che quelle strade, quei vicoli che ci hanno visto crescere insieme ora sono abbandonati e troppo silenziosi… E noi…sopravvissuti… Possiamo solo ricordare… E raccontare…. Per non dimenticare mai…..L’ AQUILA CHE HAI NEL CUORE…..

  70. Scusate se mi permetto di intromettermi, io sono arrivato a L’Aquila la mattina del 6 Aprile 2009 come volontario e ci sono rimasto a dare una mano fino al 22 novembre. Da volontario vi dico che purtroppo ne ho viste tante di tragedie. Non si può e non si deve cercare di spiegare il dolore che affligge chi subisce una tale tragedia. Sono anche irpino e nel 1980, la sera del 23 novembre, la terra ha tremato per 90 secondi (si stima fosse quasi del 7° grado della scala Richter ) e in quella data hanno perso la vita 3000 persone, i soccorsi sono arrivati quasi una settimana dopo ed interi paesi sono stati spazzati via per poi essere ricostruiti altrove. Ho imparato ad amare L’Aquila ed i suoi abitanti. Cerco ogni giorno di integrarmi in questo luogo meraviglioso. Ma il mio pensiero è solo uno: il dolore non può e non deve essere oggetto di discussioni. Non si può e non si deve paragonare un evento catastrofico con un altro. Ognuno sa in cuor suo cosa significa e, con coraggio e tanti sacrifici, deve ricostruire la propria vita per poter consegnare, nelle mani delle generazioni future, la propria memoria. L’Aquila non è morta, non morirà mai!!!

  71. Vaglielo a spiegare cosa vuol dire vedere i tuoi cari vivere e i tuoi nipoti crescere in quattro mura di cartongesso fino a data da destinarsi e continuando a pagare un mutuo di una casa fantasma senza sapere che futuro li attende?

  72. vaglielo a spiegare che terry ti ha portato via il poco che avevi… e stai pagando ancora un mutuo senza avere + una casa… e i tuoi figli sono diventati grandi all’improvviso…e i tuoi genitori nn sono + gli stessi…. nei loro okki leggi la paura…vaglielo a spiegare e quando cammini x la città il dolore ti assale…. il 6 Aprile data da dimenticare siamo stati marchiati come bestie a vita ricorderemo sempre con dolore….stramaledetto 6 aprile….. vaglielo a spiegare……….

  73. Vaglielo a spiegare che ci pensi tutte le mattine di essere una miracolata, che spesso inaspettatamente ti torna in mente tutto e non fai fatica a parlarne, ma ti viene da piangere. E ti viene da piangere per le infinite emozioni che vivi ripensando al tutto, da settembre 2008 a quella notte. Vagli a spiegare che hai imparato a vivere le emozioni, che sei innamorata della Vita e l’hai affidata al Signore. Vagli a spiegare che essere qui è un dono e va sfruttato non si può far finta di nulla. Vaglielo a spiegare che vivi tutto intensamente con magica energia, che ti arrabbi con le persone che si lamentano di tutto, che non riesci più ad ascoltare le persone che trasmettono negatività e male di vivere. Vaglielo a spiegare che non tolleri più le persone che non hanno rispetto per gli altri, che vogliono sopraffare sgomitando chiunque. Vagli a spiegare che pensi che a tutto c’è una soluzione. Vaglielo a spiegare che pensi che ci sono tante tantissime belle persone, vogliamoci bene!
    Elena

  74. Vaglielo a spiegare il terrore negli occhi di tua figlia, che a quattro anni vede distruzione e morte intorno a se, ma reagisce col padre e scappa , guardandoti nel buio chiamandoti mamma! E tu resti lì! Ferma le gambe non ti reggono capisci che puoi morire e scappi nel buio prendi in faccia di tutto! Vaglielo a spiegare che a 10 anni le scale la terrorizzano! E dorme Solo con la luce accesa cercando una tranquillità che non abbiamo più !

  75. Vagli a spiegare che una città che aveva un centro storico tra i più belli d’Italia è diventata una città lunga 50 km e larga25

  76. Vagli a spiegare ai miei figli cosa provo dentro. Loro vivono questa città inconsapevoli di quello che era prima e riesco a cogliere in loro una “normalità ” nel viverla che invece a me distrugge dentro . Loro vivono in una città fantasma ed io ci sopravvivo. Loro vanno avanti ed io sono fermo, mi sento vecchio , come se mi fossi fermato con la mente a quel 6 aprile. Non riesco più ad innamorarmi della mia casa ed a farla bella ….non mi interessa..cerco costantemente l’affetto di amici e parenti per vivere momenti di serenità e non pensare che la mia normalità è ormai persa per sempre…vaglielo a spiegare…

    • Vi ho letti. Tutti. E sono uno di quelli ai quali non si puó spiegare perchè non ci è passato. Ho il cuore spezzato per voi e per tutti coloro che hanno subito quello che avete subito voi, anche se non me lo potrete mai spiegare.

  77. Pingback: “Per noi altri, non aquilani, tutto cominciò la mattina del 6 aprile” | tarantula

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