L’Aquila in calzamaglia (+ De André)

Quando una città si mette in calzamaglia che sta a significare? La mia città = il mio amore. La mia unica e vera donna. La calzamaglia della donna che amo, dunque. Ma perché, al mio ritorno dopo tre mesi lontano, ti ritrovo tutta agghindata? Che rappresentano quelle calze verdi sulle tue cosce, quelle cosce calde che ricordo ancora non più levigate, non più perfette tra la mie mani innamorate? Amore, che celi alla mia vista ed al mio tatto? Che nascondi L’Aquila, che ti hanno fatto?

Scatta il sorriso, forse l’idiozia, ma l’amore fa di questi scherzi. Che mi ti sei trasformata in un moderno Robin Hood? Che mi ti sei messa a rubare ai ricchi per dare ai poveri? Se così fosse, recupera, ti prego, la freccia incastonata nel mio cuore, usala per rendere al mio povero amore quella pace e la tranquillità che un tempo ci davano l’immota felicità! Ricchi di una semplicità tutta aquilana che ti rendeva dimora per tanti animi in pena.

Forse che ti sei messa a nascondere le tue imperfezioni superficiali, epidermiche? Quelle piccole e grandi imperfezioni causate dal tremore del tempo. Quelle imperfezioni che ti hanno resa bella, bella e passionale, nell’ultimo anno trascorso insieme a lottare. Forse che ti vergogni delle tue smagliature, della tua cellulite, delle tue cicatrici e ferite? Forse che ti vergogni di quegli estetici difetti che sentivo scorrere sotto le mie dita, ma che ci hanno resi più vicini nella mia breve vita? Più follemente innamorati di un amore disperato e scriteriato? Forse che ti vergogni di quest’amore imperfetto, vulnerabile, pazzo? Forse che ti vergogni di te, della tua nuova bellezza?…

Dimmi che non è stata la ribalta di paillettes e riflettori a farti mettere tutta in ghingheri! Dimmi, amore, che non ti sei illusa del riflesso dietro i microfoni di quello specchio spesso! Dimmi che non per quest’effimera attenzione ti sei inebriata di trucco e pesante cerone!

L’Aquila in calzamaglia non può essere un fuoco di paglia. L’Aquila in calzamaglia deve continuare l’ardua battaglia.

“Non sono riusciti a cambiarti,

non mi hai cambiato, lo sai”

“Sono riusciti a cambiarci,

ci sono riusciti, lo sai”

“Continuerai a farti scegliere

o finalmente sceglierai?”.

Chiappanuvoli

8/05/2010

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Una risposta a “L’Aquila in calzamaglia (+ De André)

  1. bella l’immagine, ma le calze sarebbero state meglio nere, verdi sanno di speranza…..e qui di speranza ne è rimastaben poca!!!!!!

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