“Terremoto” di Enrico Macioci – Recensione

“Terremoto” di Enrico Macioci, edito da Terre di Mezzo nella collana Narrative, 10€, Febbraio 2010.

Scrivere e pubblicare i primi libri per uno scrittore non è mai questione facile. Figurarsi, poi, ottenere un buon risultato trattando di un argomento così delicato e così sputtanato come il terremoto dell’Aquila. La mia città e la città di Enrico Macioci, scrittore e amico. Lui ha scritto in un mese, quello di giugno mi pare, 10 racconti attraverso i quali ha tentato di descrivere i primissimi momenti dopo il sisma e quelli della prima emergenza, poi affidati al critico Giulio Mozzi. 10 sguardi, 10 impressioni, 10 esperienze fra le 70.000 diverse che abbiamo vissuto.

Che cosa aggiunge “Terremoto” al terremoto che abbiamo mediaticamente o personalmente vissuto? Nulla se non la potenza della fiction letteraria, diversa, ma non troppo in alcuni casi, dalla fiction televisiva. Ma Enrico riesce a raccontare “falsificando” la realtà, la triste realtà di quei giorni di Aprile, rendendola dunque più vera, più vicina ai nostri spiriti, senza mistificarla o utilizzarla come fanno normalmente i Media. A lui bisogna riconoscere una grande dote, quella di saper “disegnare ad acquerello” la realtà e così raccontarla. Dentro questo suo libro ci sono sia le immagini che i pensieri ed i sentimenti veri del terremoto, non solo quelle immagini di riflesso che premono sugli stereotipi televisivi o cinematografici. I miei racconti preferiti sono: Vedrai che sta bene, I doni del cielo, Una faccenda importante.

Punti di forza: il libro non descrive il terremoto, ma parla degli sconvolgimenti che lo stesso ha causato dentro le persone. E ci riesce. Un italiano diventerebbe aquilano e un aquilano, che lo leggesse, diventerebbe un altro aquilano. La lettura risulta davvero molto semplice e veloce, rilassante. Gli spazi, ecco, appartengono letteralmente allo scrittore, li conosce, li descrive alla perfezione e, se non si ha lo stomaco duro, potrebbe scattare la lacrima del romantico terremotato.

Punti deboli: forse è troppo un terremoto delle vittime quello di cui si parla, vittime di un qualcosa di troppo grande che ti schiaccia e ti lascia inerme. Forse a giugno scorso era così. Forse nel libro manca la determinazione, la forza nascosta, che a tanti nostri concittadini è venuta fuori. Enrico dimostra di per sé di averne tirata fuori molta, ma forse non tutta.

Consigli al lettore: tra i tanti libri pubblicati questo si può chiamare davvero “libro”. Ripeto, l’effetto su un italiano o su un aquilano è una buona immedesimazione in terremotato o concittadino. Aggiunge dettagli che stiamo piano piano rimuovendo.

Futuribile: attendiamo con ansia il prossimo e primo romanzo di Enrico Macioci, 700 pagine che cercano fiducia di certo meritata.

Link utili:

Terre di Mezzo, scheda libro.

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