Maestro, a Mario Monicelli


Foto di Patrizio Migliarini (http://photo.patriziomigliarini.com)

Le giunture alle gambe

non fan poi tanto male,

le dita non tremano granché,

gli occhi non soffrono più la luce,

tutto è coperto da un leggero

strato di prima neve soffice

.                                 ed innocua.

Anche il culo non pesa più,

la prostata un infinitesimo

lontano e neanche fastidioso

ricordo.

.

Si genuflette il mondo,

non solo l’italietta sciocca,

al cospetto di tanta bellezza.

Il gesto, quel volere profondo

dell’uomo che ritrova lo spazio

all’interno dell’intero universo –

senza stare a scomodare l’Olimpo

degli dei, che non ci crediamo poi

.                                          tanto.


Questa è la tua rivoluzione

tristemente definibile evoluzione

per la maggior parte degli uomini

scarni, appiattiti da lungo tempo

della vana recitazione. Ed eccoti,

ancora una volta, sulla tua sedia,

a svelarci la verità del cammino.


29/11/2010

Apparsa su Nazione Indiana il 5 febbraio 2011.

Grazie a Patrizio per avermi concesso l’utilizzo di una foto incredibile a cui tiene in modo speciale.

Chiappanuvoli

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Una risposta a “Maestro, a Mario Monicelli

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