60 anni di tavolo

Ieri il mio tavolo della cucina ha compiuto 60 anni. Incredibile solo a pensarci. Quanto dura un preconfezionato tavolinaccio dell’Ikea? Invece il mio è fatto a mano, interamente in legno, ma non chiedetemi da quale albero sia stato realizzato. (Non è importante il materia, quanto la sostanza, non so se potete capirmi) È largo un metro e mezzo per due e mezzo. Lo tengo protetto sotto un cellofan, ma non so se sia la soluzione migliore per proteggerlo. I miei genitori l’hanno restaurato credo dieci anni fa, un lavoraccio, tarli, fatica, sudore ed uno strato di smalto azzurrino che non voleva andare via. Ebbene sì, il mio tavolo in precedenza era azzurrino. A dire il vero, è sempre stato azzurrino, sempre stato così. Fu costruito per celebrare un pranzo di matrimonio e, all’epoca, evidentemente si usava così. Penso per proteggerlo dal tempo. Il matrimonio, che ne sappia io, si è svolto serenamente, almeno più serenamente di come fu il corteggiamento. Si racconta infatti che lo sposo, per conquistare la sposa, già promessa ad un altro uomo, arrivò persino a minacciare di morte quest’ultimo. Lo umiliò davanti la donna, mentre il povero malcapitato addirittura imbracciava un fucile che non ebbe coraggio di usare. Potete immaginare la scena?

So anche che da quell’unione nacquero tre figli, due donne e un uomo. So che anche loro hanno avuto figli e si contano almeno cinque nipoti. Non so molto, invece, di come proseguì la storia d’amore, se non negl’ultimi anni. Anni non certo sereni, a tratti anche difficili. Tanto lavoro e tanto sudore. Qualche bicchiere di troppo. E i soliti pesanti segreti del focolare familiare. E poi man mano il lavoro che passa sulla spalle dei figli. Figli che hanno altri figli. E i dolori che si sciolgono, si allentano. I problemi precedenti scompaiono per far posto a qualche acciacco e alle felici cene di Natale tutti insieme. So di esperienze napoletane del figlio maschio della coppia, delle responsabilità forse troppo grandi cadute sulle spalle della maggiore e dell’eccessivo controllo esercitato sulla piccola. Ma queste sono altre storie, sempre però impregnate nello stesso legno del mio tavolo. 60 anni di storie. Magari ci sarà tempo, un giorno, per raccontarvele tutte. Oggi voglio solo fare gli auguri a quei due sposi che il tempo ha tenuto insieme per 60 anni, quanto la vita del tavolo. Nozze di Diamante si dice ed un diamante è per sempre, dice la pubblicità. Chissà se da questo diamante, sconfessando addirittura Fabrizio De André, nascerà qualcos’altro ancora. Chissà. Per ora auguri.

Auguri ad Alarico e Silena. Auguri a mio nonno e mia nonna. Vi amo.

Chiappanuvoli – Coccommaro – Zuccò

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4 risposte a “60 anni di tavolo

  1. non c’è il mio nome ma con loro sono cresciuta tra le coccole di zia e le carezze infinite di zio. Hanno avuto 3 figli meravigliosi concepiti da loro ma io ero e mi sento ancora la loro figlia piu’ piccola…

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