Alta fedeltà – Recensione

Caspita. Ho finito di leggere questo libro oltre due mesi fa e, un po’ per questione di tempo, un po’ per oggettiva difficoltà, ancora non sono riuscito a scrivere la recensione. Il libro in questione è Alta fedeltà di Nick Hornby, romanzo del 1995 edito in Italia dalla Guanda (ISBN: 888-24615-2-1). Capolavoro, se proprio vogliamo mettere subito le cose in chiaro. Capolavoro editoriale che ha ispirato un altro capolavoro, cinematografico questa volta, l’omonimo film (2000) diretto da Stephen Frears con John Cusack. Film che, a pieno diritto, staziona nella mia personale top five dei film più belli di tutti i tempi. Riprendiamo fiato.

Alta fedeltà di Nick Hornby (Guanda)

Un trentenne alle prese con l’età che avanza e con i condizionamenti della responsabilità sempre maggiore. Gestore di un negozio di dischi “di nicchia” per veri appassionati. L’amore con la sua ragazza che all’improvviso finisce lo rigetta nel baratro dei suoi dubbi esistenziali. È lui destinato ad essere lasciato dalle donne o sono le donne che sono delle irrimediabili stronze che non lo capiscono? Dubbi amletici di fine secondo millennio. Allora, la decisione: ripercorrere le 5 relazioni amorose, la top five dei fiaschi sentimentali della sua vita, per cercare di capire per quale motivo prima o poi viene sempre scaricato. Un viaggio nel passato per capire il presente. Affrontare finalmente quei fantasmi che amiamo collezionare nell’armadio.

Che si può dire di più di questo libro? È geniale a mio modesto parere. Geniale è la sua profondità, geniale è la sua semplicità. Chi non ha mai consumato una musicassetta per ascoltare la canzone che gli straziava il cuore? Chi non ha mai urlato sotto una finestra? Chi non ha mai tirato le somme della propria esistenza? Non è che siamo tutti filosofi, eppure, queste cose le abbiamo fatte tutti. Profondamente e semplicemente. Hornby ci vuole insegnare il grande valore di quei momenti. Di quelle vere e proprie rivoluzioni esistenziali.

Mi sembra superficiale star qui a disquisire dello stile del libro. Basti dire che sono 250 pagine che si bevono come una pinta. Per quanto possano essere cervellotiche, malinconiche, tristi, disperate, a volte, risultano sempre, sempre condite con sapiente ironia. Lì il segreto del libro. Essere profondi, ma mai pesanti. Pesantezza è paura. Unico appunto che forse si può fare riguarda le differenze tra il libro ed il film. Ebbene, il finale del film è migliore di quello del libro. Bisogna ammetterlo. C’è un tocco in più che arricchisce. Ma fa nulla, li adoro entrambi…

Punti di forza: non è un libro per capire le donne, è un libro che aiuta a capire le relazioni (avete presente quelle cose che si costruiscono almeno in due?), è un libro, inoltre, che aiuta a capire se stessi.

Punti deboli: mmmm…che finisce.

Consigli al lettore: io lo leggerei proprio in quei momenti terribili di crisi. Secondo me aiuta chi si vuole aiutare. Non chi si vuole far aiutare, attenzione!

Futuribili: beh, leggere tutto Nick Hornby.

Link utili:

Alta fedeltà su Wiki

Nick Hornby official site

Chiappanuvoli

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