Aspettando il 15 ottobre 2011

Uno scritto di quattro anni fa. Lo propongo così com’era. Attendendo Roma, la piazza, gli altri, donne e uomini. Attendendo il 15 ottobre e che cambi qualcosa.

Generazione sbagliata

 
 
Sono figlio di questa generazione
una generazione dai coglioni storti
dal dolore senza causa apparente.
Sono un prodotto di questa società
un reduce della sua storia
delle sue tante continue guerre
e delle carestie che sempre accompagnano.
Sono un uomo che si autoconsuma,
che piano si logora dentro
che rosicchia i propri organi
che respira il proprio ossido
che defeca il proprio nutrimento.
 
Sono figlio d’uomo che non sa parlare
discendente supremo dell’impero
dalle gerarchie distorte.
 
Sono il frutto di una evoluzione univoca
una fecondazione castrata in potenza
una violenza remota incastonata in un feto.
 
Sono figlio di una madre che ho segregato
per continuare a violentarla tutti i giorni
per creare ancora figli come me,
figli di dio, del dio padre,
del dio personificazione di me stesso,
il dio della storia e della guerre,
il dio del male di cui mi nutro.
 
Il mio dio è la mia mente
il mio dio è la mia cultura,
mezzo di creazione di massa
e di gerarchizzazione astratta.
Per capire, per comprendere
ho diviso ho segmentato
ho spezzattato, così ho creato valori
e distribuito onori.
 
Sono figlio della mia generazione,
sono figlio di mia madre e mio padre
gente tra la gente ed anch’io
uno tra i tanti.
Ieri mi sono svegliato
domani sarò seppellito
e sarò solo un figlio,
figlio mai partorito
un mai nato
perché cresciuto solo nel grembo
della mia cultura.
Sono e sarò sempre un senso relativo
un qualcosa di creato
di artificiale,
mai nascerò figlio assoluto
figlio amato e creato da Dio.
 
Oggi
posso solo sospirare parole
queste parole
prima di morire.
Sono solo un figlio
che altro potere avrò mai?
Sono solo un figlio della paura,
un figlio che ha paura
di un padre creato da suo padre
creato da suo padre ancora
e così indietro nel tempo fino a
perdersi nella memoria.
Ho solo paura.
Cosa posso fare?
Cosa?
Cosa che non sia strappare il mio cordone ombelicale
cosa che non sia uscire squarciando le carni di questa pancia
cosa che non sia vedere il sole
cosa che non sia abbracciare la mia vera madre
cosa che non sia guardare negli occhi mio fratello
cosa che non sia amare l’aria
cosa che non sia vivere la mia Vita
non prestando ascolto a genitori sbagliati?
 
Altrimenti posso anche morire.
7/05/’07

Chiappanuvoli

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