San BoardNardino: AQ 2056

San BoardNardino: AQ 2056

(Articolo apparso su N°3 di FaceNews)

Foto di Aristeidis Apostolopoulos 2012

2056, le foto saranno 3D, a grandezza naturale, tramite qualche marchingegno potremmo entrarci dentro. Riprodurranno rumori, prospettive, profumi. Tutti avranno la possibilità (o la presunzione) di vivere direttamente ciò che è stato immortalato. Come ai giorni nostri le vecchie foto sono digitalizzate, anche le foto scattate oggi saranno “3Dizzate” nel futuro. Tuttavia non basterà a capire fino in fondo cosa è successo all’Aquila, sulla scalinata di San Bernardino, durante la nevicata del ‘12.

Faranno facce sbigottite nel futuro, come le nostre fino a pochi giorni fa quando guardavamo le foto del 1956. Sapranno del terremoto, la città e i paesi del comprensorio ne porteranno ancora i segni. Siamo realisti. Impariamo dalla neve. La neve è sincera. La sincerità fa male. Non tutto sarà ricostruito. Ma non è tutto perduto. Possiamo ancora incidere sulle scelte. Incidere, come un’orma nella neve.

Non so a chi sia venuta l’idea. Un’idea non originale (la scalinata è sempre stata la pista da sci della città) ma certamente cool. Il 4 febbraio non era che un pugno di snowboarder, seguito poi da altri ragazzi armati di sci, bob, buste, cartelli d’impresa. Diventati centinaia, quando su Facebook si è materializzato un gruppo San BoardNardino (blog: http://sanboardnardino.wordpress.com). E ancora di più, tanti di più, il sabato successivo identificatisi nello Snowboard Contest organizzato da Disciples of San Boardnardino, Free-ride, Rad Moves, Zero Gravity ed altri seguaci del “Santo”.

Un miracolo. Con un’impressionante naturalezza, risate, grida, musica sono tornate a invadere la piccola porzione di centro. Come non ci fosse mai stata interruzione dalla nevicata del ’56. Come non ce ne fossimo mai andati il 6 aprile. Non è storia che si ripete, è vita che continua. Violenta, inarrestabile, la vita fagocita il silenzio, il dolore, le macerie. San BoardNardino è insieme cool e commovente.

– È il tuo turno. La neve battuta. Jump! I flash sulla faccia mentre voli a due metri da terra. Le pale per sistemare i trampolini sempre più alti. Una panca diventa un rail. Una transenna si fa struttura per la spina. L’ultima evoluzione nel quarter-pipe ricavato nella nicchietta e ti sganci dagli attacchi. Estasi totale.

Risali. La facciata di San Bernardino non ha più nulla di sacro, è familiare, sembra la porta di casa. Ogni passo si integra di più in te. Due parole con i fotografi per riprender fiato. Cacci un grido per un melon grab perfetto. Su, ti aspettano pacche sulle spalle, le battute, le cazzate, un vin brulé per scaldarti. Ma non c’è tempo, vuoi ancora girare. –

San BoardNardino è stato questo e tanto altro ancora. SanBo è lo spirito di comunità che noi stessi credevamo fosse restato schiacciato sotto le macerie. SanBo è la città, la nostra città viva. E, se in quei giorni ci sei stato o ti sei emozionato vedendo le foto, anche tu ne fai parte. Viscere dello stesso corpo. Dove tutto è possibile. Dove non si torna a volare, qui si vola già.

Quelli del 2056 vedranno nelle foto quanto è successo, ma per capirlo dovranno chiedere ai loro nonni.

Alessandro Chiappanuvoli

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2 risposte a “San BoardNardino: AQ 2056

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