Un pezzo di Emilia è mio. Un pezzo di me è emiliano – #1 Portare qualcosa

Scardinerei la struttura del “racconto partecipato” per riportare in “pillole” gli eventi di questo secondo viaggio in Emilia. Come accennato altrove, abbiamo portato, io e Jan, dei materiali da campeggio comprati grazie ad una colletta improvvisata la sera prima di partire. I ragazzi aquilani ci hanno donato €244,33 in appena due ore. Io inizierei da qui. Pezzo pezzo.

#1 Portare qualcosa.

Giovedì 7 giugno. In compagnia di Fabrizio Spennati, sono andato a comprare a BricoIo (con lo sconto dell’8% e €10 donate dallo stesso Aleandri):
– 5 teli occhiellati 5×6 m.
– 10 reti ombreggianti 2×10 m.
– 2 matasse di corda da 20 m.

In più, la Farmacia di Pettino, per tramite mia madre, mi ha dato due buste di prodotti farmaceutici. Fabrizio Spennati, oltre che con il preziosissimo Tom Tom, mi si è presentato con una busta di maglie e completi dell’Aquila Rugby 1936, nonché l’immancabile “prugna”, il pallone ufficiale. La macchina tracimava di roba.
A onor del vero (e qui dirò solo il vero), non ho fatto a tempo a comprare il biglietto che, sempre altrove, avevo detto di voler comprare. Mi spiace, sono davvero mortificato, ma forse non tutto è perso. Possiamo ancora spedir loro un biglietto, e questa volta potreste firmarlo voi donatari. Potrebbe essere un altro bel gesto per far capire che ci siamo. Sì, ho deciso, si fa così.

Sempre a onor del vero (ma non si fraintenda per la mia franchezza), i nostri materiali non sono stati accolti tra urla di gioia festanti. C’è da capire però che il magazzino allestito dal ManiTese di Finale Emilia è in continuo mutamento. Solo quel giovedì, oltre al nostro, sono arrivati almeno altri tre carichi di roba e gestire il tutto non è semplice. Soprattutto con l’attenzione e l’intelligenza con cui lo stanno facendo i volontari incaricati. Olimpia, Bettina, Gaia, solo per citarne qualcuna, si stanno spendendo molto per evitare gli spechi, per operare aiuti mirati e per ripartire il tutto in parti più eque possibili. Ma va bene così. So, sappiamo che i nostri ombreggianti e teli saranno utili. È solo questione di tempo.

La cosa importante (e qui so che farò felici non pochi aquilani, primo tra tutti proprio Fabrizio Spennati) è che la “prugna” giri. C’è voluto qualche giorno per la verità. Giorni di angoscia per Fabrizio che mi tampinava con sms del tipo: “Fai girare la prugna!” e “Ripeto, fai girare la prugna!”. Giorni di angoscia alla fine culminati col mio sms di risposta: “La prugna ha girato…”.
E la prugna ha girato per davvero. Nicola ha gonfiato il pallone ed è stata una meraviglia vedere gli occhi dei bambini stupirsi per gli strani rimbalzi. O ancora la richiesta: «Come si tira?».
E siamo più vicini. Siamo più vicini nella lotta nella stessa lotta. Siamo più vicini anche grazie al gioco che meglio rappresenta la lotta, e la correttezza che ci vuole nella lotta, il rugby.

[Forse, grazie a Paolo Spinelli di Finale Emilia, abbiamo trovato anche un squadra scolastica di rugby da poter aiutare, ma non è il caso di aggiungere altro. Incrocio le dita.]

Foto di Jan Bock

12/0/2012

Chiappanuvoli

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