La Scienza Idraulica e la Commissione Grandi Rischi

Quadro analitico semplificato. Un tempo gli scienziati li grattavano via squagliati dalla pavimentazione delle piazze cittadine. Un tempo era difficile fare scienziato, si rischiava la vita in nome della verità oggettiva. I giochi di potere si mescolavano al sangue. Da qualche secolo il fumo nelle piazze si è diradato. La Scienza è stata liberata dalle catene del Dogma, il suo valore non è più stato messo in discussione. Oggi, che la Scienza non è più in discussione, il dibattito si è spostato sull’uso che l’uomo fa della Scienza, quanto e come va utilizzata.

L’Aquila, 22 ottobre 2012. Il giudice Billi nel processo alla “Commissione Grandi Rischi” ha condannato, in primo grado, a sei anni tutti gli imputati: Barberi Franco, Boschi Enzo, Calvi Michele, De Bernardinis Bernardo, Dolce Mauro, Servaggi Giulio; i capi d’accusa: concorso di reato in omicidio colposo (art. 113 c.p.), omicidio colposo (art. 589 c.p.) e lesioni personali colpose (art. 590 c.p.).

Quest’oggi, 23 ottobre. Sulle pagine di tutti i quotidiani italiani, vediamo spuntare e riaccendersi in tutta la sua virulenza, a cause di parole tanto incendiarie quanto inopportune, il vecchio fuoco del dibattito sulla legittimità della Scienza. “Condannati perché non hanno previsto il terremoto!”, i grandi titoloni in prima pagina. In fondo c’era da aspettarselo. Vale la pena ribadire, però, che il processo alla Commissione Grandi Rischi non è un processo alla Scienza, non c’è nessuno scienziato da ardere, quella fase storica l’abbiamo passare centinaia di anni fa. La sentenza di ieri, in realtà, è l’atto conclusivo di un processo alle persone che fanno uso “della” Scienza, alla responsabilità che hanno le persone che lavorano “nel” mondo scientifico. Non tutti, giornalisti in primis, pare abbiano capito la sostanziale differenza.

Esempio banalmente iperbolico. Facciate conto di avere degli strani rumori provenienti dalle tubature di casa vostra. Sono già diversi giorni e con l’andare del tempo i rumori sono aumentati. Che fate? Di solito, si chiama un esperto, si chiama un idraulico. Il tecnico viene a casa vostra, controlla la caldaia, l’impianto idraulico, le tubature, per quanto possibile, e i rubinetti e i sifoni. Vi chiede quanto è vecchio l’impianto e se avete mai avuto problemi del genere. Se viene a capo di un guasto nel sistema, lo aggiusta, voi pagate e il problema è risolto. Così avviene di solito.
Facciamo un altro esempio. Avete sempre quel rumore all’impianto. Quando arriva l’idraulico, questi si mette a sedere al tavolo in cucina. Non tira fuori gli attrezzi, non vi chiede quanto è vecchio l’impianto, non ha intenzione di parlare con il capo condomino. Vi chiede solo se avete mai avuto problemi in passato, voi gli dite di no, voi nessun problema, ma vi pare di ricordare che ai vecchi proprietari una volta si fosse allagata tutta la casa. L’idraulico si accende una sigaretta e vi dice che prima di tutto dovete stare tranquilli, che è normale che le tubature possano fare rumore, che il rumore non significa che possa verificarsi un danno più grave. Vi dice che non è prevedibile un danno più grave. Ammette che i rumori sì, possono essere preoccupanti ma, data la zona in cui si trova la vostra casa, è normale. Le case nella vostra zona sono soggette a problemi del genere, bisogna saperci convivere. Si alza e fa per andarsene, ma sull’uscio, mettendovi in mano la sola fattura e nessun un pezzo di carta che attesta la resistenza dell’impianto, vi dice: “non vi preoccupate, per qualsiasi cosa sappiate che io accorrerò in cinque minuti”. Dopo una settimana, all’improvviso nel cuore della notte, scoppia un tubo, la perdita da subito è imponente. Voi vi svegliate, correte a mettere in salvo i vostri figli, poi passate ad alzare da terra tutti gli oggetti di valore, poi quelli senza valore ma ai quali tenete. Chiamate di corsa l’idraulico in questione, che vi dice che sta arrivando a salvarvi. Voi istintivamente lo mandate al diavolo ma ormai il danno è fatto, che almeno venga a ripararlo. A quel punto, fate mente locale, l’acqua fredda fino alle ginocchia e l’adrenalina non vi hanno permesso subito di realizzare, è la vostra bambina che ve lo fa notare scoppiando in lacrime tra mille singhiozzi, è lì che galleggia a pancia in su dentro la sua gabbietta, il criceto è morto annegato. Cosa provereste? Cosa vi passerebbe per la mente? Vorreste giustizia? Se non altro per le lacrime della vostra bambina.

Ecco, quello che voglio dire è che per uno spiacevole incidente come questo non è che smettereste di credere alla scienza idraulica. Non mettereste in discussione la meccanica dei liquidi dalla Mesopotamia ai giorni nostri. Di certo sareste furibondi con “quell’idraulico”. Forse vorreste persino trascinarlo in tribunale, ma non bruciare vivi tutti gli idraulici onesti del pianeta. “Uno così non può fare questo mestiere”, potreste pensare, “uno così va fermato!”.

Ora. Al posto dell’appartamento mettete una città, al posto dell’idraulico una commissione di persone, al posto del criceto mettete 309 esseri umani deceduti e circa 1500 esseri umani feriti, al posto dell’acqua le lacrime di 70.000 persone, al posto della Scienza mettete i sei imputati, forse così capirete perché la condanna è giusta.

23/10/2012

Chiappanuvoli

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15 risposte a “La Scienza Idraulica e la Commissione Grandi Rischi

  1. Trovo la similitudine con l’idraulico banalmente stupida. L’idraulico è un tecnico che può intervenire e/o prevenire. Il terremoto come lo previeni? Evacuavi tutta la città? E per quanto tempo? Finché non finiva lo sciame sismico? Stante le attuali conoscenze la probabilità di avere un terremoto dopo uno sciame sismico e in un momento x senza alcun “preavviso”, che ne sappia io, sono equiparabili: questo punto evacuiamo mezza Italia per il rischio sismico ed idrogeologico. Gran parte della colpa è dei costruttori e degli amministratori corrotti che permettono loro di realizzare costruzioni scadenti e non a norma di legge.

    • I costruttori hanno il loro processo.
      Nessuno chiedeva una previsione del terremoto, ma solo una sensibilizzazione, un’indicazione sul come comportarsi. Forse non avete capito che ci hanno detto di stare tranquilli, che non sarebbe successo nulla.

  2. Ah, e una postilla. Ricordiamoci che prima del terremoto un certo Giuliani andava spargendo in giro la voce che a giorni ci sarebbe stato un’evento sismico devastante nei pressi di Sulmona. Lo scopo della commissione era anche (giustamente) contrastare gli effetti delle parole di questo ciarlatano, vi immaginate se i sulmonesi, non rassicurati, fossero scappati in massa da Sulmona, e in molti avessero trovato asilo da parenti ed amici all’Aquila?

    • Giuliani infatti è stato denunciato a sua volta. Non lo devo certo difendere, perché decine di persone si sono salvate per quel suo allarmismo. Questo lo sapevi? Chiedi agli abitanti di Paganica…

  3. e facciamo che l’idraulico abbia visionato gli impianti e sia giunto alla seguente conclusione: i rumori che sente non provengono dagli ultimi metri di tubatura (quelli nel suo appartamento) ma nelle parti “comuni” del condominio, anzi molto probabilmente in quelle sotterranee dell’acquedotto. Mi è impossibile intervenire per risolvere il problema a meno di abbattere palazzina e dintorni e ricostruire tutto dall’inizio e neanche questo ci darebbe la certezza di evitare il danno.
    Le tubature potrebbero campare 100 anni come anche esplodere domani, potrei suggerirle di stare qualche giorno dal vicino, ma anche lui potrebbe avere gli stessi problemi, valuti lei.
    Gli errori (e le colpe, anche gravi) ci sono stati ma a mio parere vanno ricercati nei confronti di altre persone…

    • Gli errori ci sono stati per l’idraulico (la commissione) non ha dato un’indicazione univoca e indipendente. Venne a dire quello che doveva dire.
      Come se l’idraulico prendesse ordini, o solo indicazioni, del costruttore della palazzina….

  4. Per Marvin: tirar fuori la storia dell’evacuazione non ha senso. Prima dell’evacuazione si potevano fare mille cose (dare informazioni su come comportarsi in caso di terremoto; elencare edifici particolarmente sensibili – la casa dello studente ti dice nulla?; potenziare i vigili del fuoco – erano in DODICI il 6 aprile; etc.).

    Invece, come ha ripetuto all’infinito già Chiappanuvoli, alla popolazione è stato detto di rilassarsi e andare a bere un bicchiere di vino (letteralmente, lo disse De Bernardinis, cerca su google). E ci sono le intercettazioni che mostrano come Bertolaso pensasse sin dall’inizio alla commissione grandi rischi come a un espediente mediatico per tranquillizzare.
    Parlando di clima generale del momento, fra l’altro, tutto questo fa parte della strategia berlusconiana tipica – usare espedienti mediatici per tranquillizzare a prescindere, e poi dio provvede. L’ottimismo è il profumo della vita!

    Solo che in questo caso una settimana dopo l’operazione mediatica sono morte più di 300 persone. La notte del 6 ci sono state delle scosse di avvertimento, prima di quella letale. C’è chi non ha portato i propri figli a dormire in macchina perché, alla fine, la commissione grandi rischi aveva detto di non preoccuparsi! E poi i figli sono morti sotto le macerie.

    Ora, possiamo discutere all’infinito se gli scienziati siano davvero complici di tutto ciò, se sia davvero omicidio colposo, se sei anni siano troppi, se quello che vuoi. Ma, ti prego, basta con la cosa “e che facciamo, evacuiamo tutta l’Italia?”. Significa non voler proprio capire.

    E se pensi che solo gli aquilani livorosi la pensano così, ecco un altro esempio, direi sufficientemente autorevole ed equidistante:
    http://www.newscientist.com/article/dn22416-italian-earthquake-case-is-no-antiscience-witchhunt.html

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