Più facile perdersi, che followarsi

Ecco, oggi è un po’ così, si torna dalle vacanze, ricomincia la scuola, arriva il freddo, credo, dunque, sia il momento giusto per tornare un pochino anche ad esistere, a scrivere qualcosa su questo blog semi abbandonato. Ebbene sì, lo confesso, sono scomparso e l’ho fatto volontariamente, nel pieno delle mie poche capacità mentali. Volevo, da una parte, concentrarmi a scrivere la racconta di racconti che ormai mi porto dietro da oltre un anno, dall’altra, lo ammetto, volevo vedere cosa sarebbe successo se avessi diminuito drasticamente la mia presenza sulla rete . È successo quello che pensavo sarebbe successo, sono scomparso, pian piano, diluito, digerito, defecato, decartato morbidamente e de-scaricato tirando lo sciacquone. Non credo dimenticato ma messo da parte, beh, questo sì. Ben inteso, non trovo nulla di male in tutto questo, non lo dico con rammarico, giuro, in fondo l’ho voluto da me, mi serviva per schiarirmi le idee, per tirare un po’ le somme e le somme tirare sono queste. Non ho raggiunto ancora nessuno traguardo. Devo lavorare ancora molto e meglio. Devo/voglio scrivere ancora e tanto. Insomma non mi-vi leverete dalle palle così facilmente.

Ho capito, infine, che per scrittori rampanti ed in erba come me è più facile perdersi che continuare ad essere followati.

A presto, di strada ce n’è ancora tanta.

Valle dell'Orfento, Majella

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2 risposte a “Più facile perdersi, che followarsi

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