無感情症

Effervescenza salata e verdastro

dirimpetto denti e taglienti occhi,

al brusco nero profondo che tutto

divora e devasta, dolore e decoro.

 

Alessitimia.

 

 

Laconica condivisione

 

abissale.

 

 

14-15/03/2011

Chiappanuvoli

 

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Fuori movida, dentro…

Movida fuori, sono le undici e ancora si sentono schiamazzi, musica, vocio incessante. Le auto pian piano lasciano il parcheggio ma ancora c’è un discreto andirivieni. Ed io osservo, digerisco la cena e sono felice.

Oggi ho fatto la spesa, una grande compra dicono qui. Mi ha accompagnato una ragazza che lavora in ambasciata, così ho potuto mettere il naso fuori da questo scorcio di visuale di balcone. Abbiamo fatto pochissimi chilometri ma mi è bastato per capire un po’ meglio il quartiere in cui vivo e vivrò per un po’. Centro commerciali, grandi e piccoli ristoranti, palestre, edifici di 10 piani. Sono in un quartiere davvero residenziale, un quartiere che non è davvero Ciudad de Guatemala. C’era traffico, grandi auto in fila, sempre vetri oscurati, tantissimi suv, ma anche molte auto estremamente vecchie che avrei voluto fotografare. Gente per strada, dai turisti americani ai guatemaltechi originali, alti non più di un metro e sessanta.

Siamo andati in un mall, un centro commerciale, scale mobili, negozi e negozietti che vendono ogni cosa. Una sorta di Ikea. Grandi catene di caffé e fast food, sia quelle internazionali che altre più propriamente sud americane. Ho comprato una padella, un cuscino, due contenitori per mettere i cibi sotto vuoto, un mestolo di legno, pile. La mia accompagnatrice è una donna molto sveglia. Lavora da anni fuori dall’Italia, non sembra le manchi. Si occupa attualmente di un progetto sul caffé: aiutare i coltivatori guatemaltechi a produrre chicchi sempre migliori e ad entrare in contatto con acquirenti italiani ed europei. Sembra competente.

Ci siamo recati poi a fare la spesa in un supermercato. Ero confuso ed emozionato avrei voluto comprare tutto, tutto e subito, fagioli neri, fagioli rossi, guacamole, verdure di cui ignoravo il nome, carne di ogni animale, tutti i tipi di tortillas, avocado, platano da far fritto, peperoncini piccantissimi. Ne sono uscito, alla fine, soddisfatto, senza comprare tutto quello che sognavo, ma con abbastanza cose da affrontare una settimana, e 643 quetzales in meno, più o meno 64 euro. Le buste di plastica qui sono piccole, molto piccole. Ne ho riempite tipo otto.

Tornato a casa, ho messo tutto in ordine e mi sono messo a preparare la cena. Pollo, funghi e poi ho azzardato un uovo. Errore fatale, ho scoperto la mattina dopo. Ma lì per lì sono contento. È stato facile infondo. Mentre mi accingevo a letto, dato che ho mangiato alle dieci e mezza, un pensiero mi ha pervaso la testa. Non è poi così male da queste parti se ci sono persone disposte ad aiutarti, ad aprirti canali, ad inserirti nella seppur reclusa vita d’occidente oltreoceano. Scatta forse una sorta di innato sostentamento, viste le difficoltà oggettive, che, devo dire, stupisce, e fa bene all’animo. Una qualche rivisitazione del “mi casa es tua casa”, per rimanere in tema guatemalteco. Non c’è invidia, e non mi pare di riscontrare neanche alcun secondo fine, cose queste a cui “noi” non siamo abituati, non più. Cose che magari conoscevano i nostri nonni e che i nostri genitori hanno imparato, ma presto dimenticato. E dimenticato per la paura, per le mille paure che ci sono state radicate nel cervello dalle televisioni, i telegiornali, i governi, le industrie multinazionali come quelle farmaceutiche. Parlo di condivisione semplicemente fine a se stessa, perché, ed è questo che abbiamo dimenticato, se si è in sei al posto di cinque, in dodici al posto di undici, uno in più insomma, in questa assurda esistenza si vive meglio.

21/1/’10

Biglie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo distanti,
ma la distanza è un soffio
e la vita solo uno sputo.

Il gioco delle convergenze,
sì, lo so, ha dei tempi
maledetti ed assurdamente umani.

Ma vedi, bimbo e amico
dalle disperse biglie,
è pur sempre un gioco,
un gioco giocato
sulla volontà e la fortuna…

Dov’è la nostra volontà?
Ci si può strozzare
se non si mangiano
le biglie.

Bilbao, 27/10/’06

[NB]: Musica da ascolatare durante la lettura e oltre…