Silenziosità (Industries of the Blind – music)

 

 

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Silenziosità

Già
increspata
silenziosità metastatica
pare
un’inesistenza mai vissuta
e raggrinzisce
la pelle dentro al corpo
carta
bruciata un poco appena
il nero non esiste
permane
cenere dinamica.

28/12/2012

Chiappanuvoli

Industries of the Blind – The Lights Weren’t That Bright, But Our Eyes Were So Tired

Pietà

Pietà

A Roberto Bonura

Roberto – foto di Andrea Mancini

1.

Se ti guardo negli occhi
in alto da qui
grondo di sangue

se guardo
oltre le spine

vedo la madre
vedo un corpo maculato
vedo preghiere
fontane infilzate

lacrime impresse a fuoco
nella pelle

un sorriso
che mai più rivedrò

padre mio, mai più rivedrò –

la poesia non salva nessun uomo nessun uomo è salvato dalla poesia –

se ti guardo negli occhi
non vedo alcun padre

infinite schiere di figli
e figli che saranno per sempre

«tu che sei figlio di dio,
scendi giù dalla croce»

«ha salvato gli altri,
non può salvare se stesso»

Se ti guardo negli occhi
ora
vedo che eri vicino a dio
più di tanti e tanti altri
covato nel ventre
come un dono per noi

se ti guardo guardare
non vedo più i tuoi occhi

ma so che non pregasti:
«dio mio, dio mio, perché mi hai abbandonato?»
mai.

2.

Da un abbraccio
l’abbraccio

braccia crocifisse
stringono solo
chiodi le mani

la madre ti aspetta

nel regno del padre
non c’è più pietà

«ricordati di me
quando sarai nel grembo»

«in verità ti dico:
non c’è nessun paradiso»

il ferro nel marmo
nessun’onda
ci ridarà la tua arte –

nessuna anima è salvata dalle sacre scritture le scritture sono solo poesie e la poesia non salva  il corpo di nessuno –

il tuo corpo ora è marmo
e noi non siamo che poeti

la pietà è l’abbraccio
che non meritiamo

la distanza siderale
tra le nostre braccia
avvicina

la verità alla morte.

3.

Inesauribili
raggi di sole

prima
che il cielo scurì
la terra tremò
si spaccarono le rocce

il velo del tempio
si squarciò
e l’adito ci fu
alla nostra casa

penetra luce
piovono lacrime –

per riavere ciò che sei la terra ti mangia non ti lascia niente niente siamo che la terra sfami riaverci è tutto ciò che è –

ora siamo
tutte le tue macchie

l’ombra apre voragini
che colmeremo di ricordi

la poesia
non spezza la croce

noi restiamo
a spartirci
le tue vesti
tirandole a sorte

così figlio
la tua profezia fu avverata:

«vieni però a prendermi, sarò lieto di essere accolto nel tuo ventre*».

21/05/2012

[* cit. di Roberto Bonura]

Chiappanuvoli