Ammiccare a Veltroni.

Sono eventi che si susseguono ad una velocità stratosferica. Un multiball in piena regola su cui sbattere la testa. La minaccia arancione del tilt sullo schermo fluorescente. Presenti un lavoro, annusi la strada per la pubblicità. Essere conosciuti. Diventare visibili. Esitazioni risibili. Amici che ti accarezzano e sorridono. Quel sorriso… Ammiccare a Veltroni, braccare Carofiglio. “Che ne sai? È sempre un’opportunità.” Opportunamente, mi fa male lo stomaco. Sì, certo che non so vivere in questo mondo. Lo so, lo so. Risparmiatemi i vostri commenti. Almeno oggi, almeno ora. Nel non essere capace sta tutta la mia misera capacità di scribacchino. IO NON DEBBO SAPER STARE AL MONDO. Eppure, c’è qualcosa di incrinato in tutto questo. Senti che qualcosa è cambiato. Lo sai. Ma non c’è il tempo per capirlo [come direbbe C. Palahniuk]. Poi. Le uova sul Comune e la stanchezza. L’impegno sul prossimo progetto. La voglia di chiudere, andare avanti sempre più avanti e poi ancora e ancora avanti. La fame. Scrivere è un verme solitario. La congiunzione tra il cielo ed il mare. Obiettivi.

Schiantarsi la testa su poesie aquilane. Schiantarsi il cuore nell’immondizia di Terzigno. Schiantarsi le palle sul primo romanzo che non si ha tempo di scrivere. Ma la voglia? O sì, diamine. Diamine, sì! Agitazione e sospensione. Un bradipo iperattivo. Passi lenti intrisi di sudore e corsa. Sempre più Chiappanuvoli e lavoro remunerativo per psichiatri.

Lacrime di poveri Christi esiste e va.

PostSismSix sta diventando di carta.

Il romanzo mi vuole criminale.

Fortuitous.

Chiappanuvoli

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PostSismSix – Ora e mai più

Dopo Roma e Ortona, la performance poetica “PostSismSix” arriva anche all’Aquila. E lo fa nello scenario nuovo del Teatro Zeta, piccola grande realtà aquilana, giovedì 23 giugno alle ore 21.00.

Il PostSismSix è una silloge poetica composta negli ultimi due anni, dal giugno del 2009 ad oggi. Si tratta 12 componimenti di “poesia civile”, mentre preferisco definirli “poesia incivile”, che troveranno pubblicazione nei prossimi mesi. Ripercorreremo tutto il periodo dal primo post terremoto, l’emergenza, le tendopoli, fino ai movimenti cittadini, le “carriolate”, le manifestazioni, per giungere all’immobilismo, o presunto tale, che pare aver attanagliato la nostra città. «Dal terremoto ai terremotati» mi piace pensare, coloro su, a mio avviso, cui bisogna interrogarsi oggi.

Nello spettacolo sono accompagnato da 3 musicisti, i CSN feat. P. Migliarini, con cui collaboro ormai da diversi mesi. Musiche evocative, dalle tinte forti e paranoiche, dolci carezze e cazzotti nello stomaco. Alle nostre spalle scorreranno le immagini che tutti noi abbiamo impresse nella mente, dure e crude, quelle dello stesso Patrizio Migliarini, ma nella veste di fotografo.

È il momento di tirare le somme. Confrontarsi con la realtà. Smettere di fare le vittime e valutare, a mente fredda, quello che abbiamo tra le mani oggi, ma, soprattutto, capire che razza di terremotati siamo.

Chiappanuvoli

309 – “PostSismSix”

309

 

 

 

Che siano 309 lame acclarate,

aggiunte all’altre mai dichiarate,

schegge d’acciaio tra le buie lenzuola

a rigirarsi negli incubi della coscienza,

che d’improvviso ritorna dai verdi lidi

dei paradisi fiscali dove l’avete esiliata.

 

Con le prime luci dell’alba

vedrete il simbolo della vendetta

marchiato a fuoco sul vostro capezzale,

ne sentire l’odore ed il peso e non potrete

far altro che attorcigliarvi nei brividi dell’alcova.

Occhio per occhio, dente per dente,

cuore per cuore, il dolore di uno, mille, 309,

70.000 anime.

 

Dal canto nostro, noi mediteremo

dalla rugiada delle nostre tombe,

sulla giustizia dell’odio,

sul valore della rivoluzione,

sull’umanità della vendetta,

sul dovere di aprire finalmente

gli occhi su tutti voi.

 

Che siano di rancore gli alterchi

con la vostra progenie, e di sangue

le preghiere rivolte al vostro misero

dio di carta, che sia identico lo sguardo

di vostra moglie e delle vostre puttane.

Il vostro rantolo sia l’appalto romano,

la vostra merda sia la frana messinese

i vostri tumori siano la monnezza campana

le vostre crisi epilettiche siano il sisma aquilano

e così sia…

 

Il principio

vedrà 70.000 dilemmi

contrapposto

al vostro mare d’affanni.

Nessuna nobiltà, solo

“essere o non essere”.

11/02/2010-10/03/2011

Chiappanuvoli

PostSeismSix a Ortona, Caffè letterario La Magnolia

Domenica la truppa si sposta ancora fuori L’Aquila, questa volta ad Ortona (Ch), al Caffè letterario La Magnolia. Porteremo ancora in giro il reading “PostSismSix”, sempre accompagnato dal gruppone aquilano CSN e da Patrizio Migliarini, alle percussioni e alle installazioni. Il reading inizia alle 18.00, prima di noi c’è la mostra della pittrice aquilana Angela Rossi che espone i suoi acquerelli “Borghi d’Abruzzo”, realizzati prima del 6 aprile 2009.

Un’altra opportunità per parlare ancora dell’Aquila, una opportunità in vista del secondo anniversario del terremoto. Vi farò sapere come è andata.

La Magnolia artistico letterario caffè tel. 085 2192761

c.so Matteotti 49, Ortona, Italy

Reading “PostSeismSix” all’HulaHoop a Roma

Abbiamo esordito finalmente fuori dalle mura cittadine amiche e siamo sbarcati a Roma. Io ed i CSN, Centro Sociale Nardis, un gruppo costituitosi a posta per l’occasione. Correttamente si dovrebbe anche dire “featuring Patrizio Magliarini”. Ricapitoliamo: Chiappanuvoli ed i CSN featuring Patrizio Migliarini hanno esordito a Roma con la spettacolo “PostSismSix”. Ci ha ospitato l’HulaHoop Club, in zona Pigneto, durante una serata organizzata per L’Aquila. Ad arricchire l’evento, le mostre fotografiche di Claudio Cerasoli e di Lorenzo Nardis, le installazioni sempre di Migliarini e la possibilità di raccogliere altre firme a sostegno della legge di iniziativa popolare per la ricostruzione del capoluogo abruzzese. Si sono raccolti dei fondi per il Giappone. Il tutto si è svolto nell’ospitale e sereno spazio del club, tra qualche birra ed un eccellente aperitivo vegetariano.

“PostSismSix” è il nome della raccolta dei miei scritti sul post terremoto. Parliamo di una ventina di “cose”, qualche poesie e qualche pensiero, alcuni dei quali si possono trovare qui nel blog. Durante la serata, in particolare, ho letto 7 poesie sul periodo compreso tra il 6 aprile 2009 e febbraio 2011 e 2 pensieri liberi, uno sugli aquilani ed l’altro sulla notte post sisma appunto. I ragazzi del CSN, Pg Frezza, Lorenzo Nardis (ancora), hanno composto gli arrangiamenti appositamente per il reading, Patrizio ha dato molto più spessore alle musiche grazie al suo cajon. Le foto provengono dai database dei tre fotografi aquilani, riempiti negli ultimi due anni. Devo dire di essere onorato ci tutto ciò. Ma anche stupito da un lato: non è facile avere a che fare con me.

 

Locandina PostSismSix HulaHoop Club Roma 23 Marzo 2011

Questo il link per vedere le foto su Facebook sul profilo dell’HulaHoop.

Grazie a tutti coloro che sono intervenuti, è stato un successone. Grazie all’HulaHoop che ci ha dato la possibilità, grazie a Roma che ci ha accolto, grazie al promotore della serata, Davide D’Amico, grazie ai mitici Couchsurfer romani che sono intervenuti numerosi e hanno promosso l’evento. Grazie a chi ha firmato la legge per L’Aquila. Grazie a tutti coloro che ci hanno dato una mano. Tipo ai tecnici improvvisati che, però, si sono rivelati più che all’altezza della situazione: tecnico alle installazioni, tecnico suono, “tecnici appendisti” foto. Grazie al terremoto, infine, in una maniera tutta personale ed un po’ perversa. Non me ne voglia il lettore, ma senza di lui non sarebbe stato possibile nulla di tutto ciò. Senza la sveglia che mi e che ci ha dato.

Chiappanuvoli