“Lo Stato non sussiste”

Trattengo il respiro: un secondo solo. (Eccolo) Ora mi lascio andare, prolasso.

Tutti assolti (eccezion fatta del il sig. De Bernardinis), perché “il fatto non sussiste”. Ecco l’esito del Processo alla Commissione Grandi Rischi. Era prevedibile, del resto, ci poteva stare, nessuna novità, siamo in Italia del resto. È così che si dice in questi casi, giusto? Sì, si dice così, ma qui subito mi si ribatterà che è l’esisto della Sentenza della Corte d’Appello, un verdetto sancito per legge, e per legge quindi gli imputati non sono responsabili. E ancora che è giusto così, è la Giustizia, la macchina della Giustizia che ha operato senza condizionamenti, nel pieno delle sue facoltà. La stessa Giustizia alla quale noi stessi ci siamo rivolti anni addietro per ottenere giustizia, appunto. Ebbene, giustizia è fatta! – Bene. Non posso ribattere, avete ragione. (A meno di un ricorso in Cassazione, che spero possibile) Ma se, ora, faccio un altro respiro: un secondo secondo. (Eccolo) Prolasso ancora.

Siamo un Paese di merda, lo dico, lo grido con forza! E non perché quei “4 cosiddetti scienziati” non sono stati condannati, sia chiaro. Buon per loro…anzi, cazzi loro! (Starà a loro, infatti, fare i conti con la propria coscienza, anche se credo che si tratti ormai di coscienze totalmente contaminate, intaccate, seccate, meccanismi perfettamente integrati in un sistema disumanizzato, marcio, logoro, vergognoso.) Lo dico invece con rabbia e con rammarico perché anche oggi abbiamo avuto la dimostrazione di come stanno le cose in Italia, nel sistema Italia. Uno Stato gretto, autoritario, ignorante, becero, che punta a tenere il proprio popolo in uno stato gretto, sottomesso, ignorante e becero. Uno Stato incapace di autogestirsi, autocriticarsi, autocontrollarsi e quindi autocondannarsi. Fascismo, regime? Peggio, siamo al Governo dell’ignoranza, all’anomia, al sistema incapace di sostenere se stesso, un sistema perfettamente umanizzato che salvaguarda la propria esistenza con logiche prettamente individuali, dunque bieche, spregiudicate, opportunistiche, sleali, all’occorrenza, pertanto, spregevoli nelle conseguenze finali. E gli effetti li possiamo vedere – per chi vuole vederli – all’Aquila come in Val di Susa, come pure sarà per Carrara, o in qualsiasi altro posto lo Stato abbia deciso di fare affari, durante le manifestazioni degli operai come in quelle degli studenti, dei malati di SLA o di chi lotta per il proprio territorio, li vediamo per strada, negli ospedali, a scuola come pure in carcere, ahimè, e in televisione, in Parlamento, nei messaggi politici di destra, di sinistra o grilloparlanti… L’obiettivo è sempre e solo uno: difendere il proprio potere. È questo il vero cancro italiano, la concezione individualistica del potere e la sua difesa tramite strategie violente volte a mantenere nell’ignoranza (e quindi si sottomissione) la popolazione. Oggi, credo, ne abbiamo avuto l’ennesimo bieco esempio di una lunga, troppo lunga serie.

Riprendo fiato, a grandi boccate. (Eccoli) Tra 309 boccate di ossigeno sarò finalmente calmo, e poi un po’ più solo, e poi un po’ più triste, proprio come mi sento da cinque anni a questa parte. Ma sia sa, siamo in Italia, il Paese dove nulla cambia, il Paese dove dovrebbero iniziare a cambiare le cose.

Sono calmo, ora. Respiro normalmente. Ma per quanto ancora ci riuscirò?

Grandi Rischi: video della sentenza [fonte News Town]

Chiappanuvoli

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