Alla Madre, Italia – Black Keyboard Xiu Xiu (musica)

Alla Madre, Italia

Black Keyboard – Xiu Xiu

Why would mother say such things?
Why add tongue to a kiss goodnight?
Force me to know The Want.
No one needs to know.

Be free.
Laugh at your son.
A child is nothing without hate.
Be certain he feels
his love is trash.

Be the premier to shriek out
“Hail Bigots!”,
“Hang him”,
“Hold me mommy,
Face down in your filth.”

Why would you tell me how many times
that my father made you cream?

Rest now.
Be free’
Be free, be free, be free, be free, be free

A child is no one without pain.
As you pray, head down,
That I find a censurous love.

“Push me mommy,”
Eyes ablaze into hell

Perché una madre dovrebbe dire certe cose?
Perché aggiungere la lingua a un bacio della buonanotte?
Mi costringono a conoscere Il Bisogno.
Nessuno dovrebbe sapere.

Sii libero.
Ridi a tuo figlio.
Un bambino non è nulla senza odio.
Siate certi lui sente che
il suo amore è spazzatura.

Sii il primo a gridar
“Salve bigotti!”
“Impiccatelo”,
“Stringimi mamma,
a faccia in giù nella tua sporcizia “.

Perché dovresti dirmi quante volte
mio padre ti ha fatto venire?

Riposa.
Sii libero
Sii libero, sii libero, sii libero, sii libero, sii libero.

Un bambino non è nessuno senza dolore.
Come tu preghi, a testa in giù,
io trovo un amore ipercritico.

“Spingimi mamma”,
gli occhi in fiamme all’inferno.

«17 Marzo 2011, Auguri Italia. Auguri troia»,

tuo figlio.

Chiappanuvoli

La nera bile + I luv the valley oh

A volte girano dei giorni in cui sei terribilemente incazzato. Cumuli, accumuli di vera e propria merda, non solo lungo i marciapiedi ma persino nel mezzo della strada, talmente tanta da ostruire il passaggio. Non è la merda che fa rabbia, lei esiste, è sempre esistita, quanto l’indifferenza, l’atarassia delle persone che, tutt’al più si limitano ad evitarla, per quanto possono. Prima o poi, però, ti inonda, ci inonda. Qui a L’Aquila è arrivata al collo.

Questa poesia è solo un gioco di parole. L’atto poetico è racchiuso tutto nel gioco, nel gioco delle parole. Effetto che nasconde un altro gioco, più complesso e meno visibile, quello dei pensieri: loro sì, abili giocolieri ammalianti. E tutto questo fa rabbia, mi fa rabbia, mi ha sempre fatto rabbia, almeno, da quando ho scoperto il giochetto. Il messaggio non è così complesso come potrebbe sembrare. Le parole come i pensieri si compongono e decompongono. D’importante non nascondervisi dietro, e poi perdersi. Oggi, qui, nella mia città, riemerge, assieme alla merda, quella sensazione, quelle bile, mista parole e pensieri vuoti.

La nera bile

Sono un indolente
dolente,
la carie
d’un dente.

“Tre mendi canti
in cammino
tre manti
osannano
nei menti
tre canti.”

Obliscente obliquità
su tolta posta
dal tum-tum-ulo
del
pensi e rode con posto
ponibile

nera bile!


17/5/’04

Da ascoltare con calma, giusto dopo la lettura: